Infermiera killer: gli “angeli della morte” in Italia e nel mondo

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Li chiamano i ‘serial killer in corsia’ e brulicano negli ospedali italiani ma anche all’estero; le loro storie sono agghiaccianti.

E’ di appena venti giorni fa la condanna all’ergastolo di Daniela Poggiali accusata di aver ucciso la paziente di 78 anni Rosa Calderoni la mattina dell’8 aprile 2014, a poche ore dal ricovero all’ospedale ‘Umberto I’ di Lugo, con l’iniezione di due fiale di potassio.

Condannata invece in via definitiva a 20 anni di reclusione, l’infermiera dell’ospedale Manzoni di Lecco, Sonya Caleffi per aver ucciso cinque pazienti con iniezioni di aria; il sospetto di altri tre casi additabili a lei incombono sulla sua figura.

Noto alla magistratura col nome de “L’infermiere di Satana”, Alfonso De Martino è stato accusato  di aver ucciso tre pazienti all’ospedale di San Giuseppe Albano (Roma) fra il 1990 e il 1993, mentre Antonio Busnelli nel ’93, fu accusato di 28 omicidi anche se si sospetto’ ne avesse compiuti molti di piu’ al Fatebenefratelli di Roma.

Tutt’altra storia quella di Angelo Stazzi, infermiere 69enne accusato della morte di cinque dei sette anziani ricoverati nella casa di cura ‘Villa Alex’ di Sant’Angelo Romano:Uccideva gli anziani per lo piu’ in fase terminale o malati di Alzheimer, in cambio di pochi euro.

Edson Izidoro Guimaraes dichiarò invece che la sua intenzione era solo di alleviare le sofferenze di malati di Aids e di altre gravi affezioni in stadio terminale togliendo loro le maschere d’ossigeno: in questo modo uccise 132 pazienti ricoverati all’ospedale Salgado Filho di Rio.

Lucy de Berk il tribunale olandese inflisse la condanna all’ergastolo per aver ucciso diversi pazienti, anziani e bambini, con dosi letali di sostanze stupefacenti: quattro omicidi e tre tentati.