La stagione calda avanza e i tropici cominciano a bollire: primi picchi oltre i +45°C nel Sahel

Con l’arrivo di Aprile la stagione calda lungo la fascia tropicale inizia ad entrare nella sua fase clou, a causa dei passaggi “zenitali” del sole a nord dell’equatore. In questi ultimi giorni il caldo si sta ulteriormente rafforzando, soprattutto nelle aree continentali tropicali, dove stazionano i solidi anticicloni sub-tropicali, ben strutturati fino all’alta troposfera. Dall’India al Messico, passando per le aree dell’Africa sub-sahariana e i paesi dell’Asia meridionale e dell’America centrale, è un continuo susseguirsi di ondate di calore, con i termometri che schizzano abbondantemente al di sopra del muro dei +40°C all’ombra, con punte di oltre i +45°C +46°C nel cuore dell’area saheliana e lungo le zone desertiche più interne della penisola Arabica, dove domina un robusto regime anticiclonico, di tanto in tanto disturbato dal passaggio del ramo principale del “getto sub-tropicale”, che dal Sahara si muove rapidamente in direzione della penisola Arabica, proseguendo in direzione dell’Iran, Pakistan e India.

africa_1971_2000_mean_temperatureIn queste ultime due settimana va sottolineato l’intenso riscaldamento che si sta verificando sul sub-continente indiano, dove sta entrando di scena la fase pre-monsonica, che solitamente culmina con una forte ondata di calore, che fra Maggio e inizio Giugno abbraccia buona parte dell’India e il Pakistan, facendo lievitare i termometri fino oltre il muro dei +47°C +48°C, con picchi isolati di +49°C, avvicinandosi occasionalmente pure ai fatidici +50°C.

Questi picchi estremi solitamente si archiviano sempre nelle stesse zone, quelle penalizzate dall’orografia, spesso ubicate in profonde valli interne o canyon che le proteggono dai principali flussi eolici che si attivano sul territorio arido e semi-desertico del territorio pakistano. Basta ricordare che in Pakistan il sito archeologico di Moen Jo Daro è il detentore del record di caldo asiatico assoluto e del secondo valore termico più alto al mondo, con gli storici +53.5°C stabiliti il 26 Maggio 2010, quando la città di Sibi si attestò sui +53.0°C.

dasht_e_kavir__desert__iranNelle prossime settimana il caldo qui diventerà sempre più feroce, soprattutto nel settore interno pakistano, dove il sole prossimo allo “Zenit”, il prevalente regime anticiclonico in quota, la debole ventilazione e l’aria molto secca nei bassi strati inaspriranno notevolmente la gran calura che tenderà ad accumularsi nei medi e bassi strati. Attualmente i picchi di massima calura, sommati ad elevati tassi di umidità relativa che determinano un effetto afa micidiale, si stanno registrando sull’India meridionale, dove diffusamente la colonnina di mercurio varca il muro dei +40°C in pieno giorno.

news_img1_73176_india-caldoIn altre città dell’India meridionale le medie delle temperature massime sono sempre superiori ai +39°C +40°C all’ombra, cifre che spesso si associano ad alti indici di umidità relativa che contribuiscono a rendere ancora più soffocante la calura. Entro la prima decade di Maggio il caldo, indotto dall’avvicinamento del sole allo “Zenit” (raggi solari perpendicolari sopra la linea dell’orizzonte nelle ore centrali del giorno), inizierà a fare sul serio anche sugli stati dell’India centrale e sul Pakistan meridionale.

DSCN7342bSpostandoci sul continente africano il caldo in questi giorni sta cominciando ad arroventare per bene l’intera fascia meridionale sahariana e parte del Sahara, dal Sudan fino all’entroterra interno del Senegal e della Mauritania. Proprio nelle aree più interne del Sahel, in settimana, sono state registrate temperature massime di oltre i +44°C +45°C all’ombra. Notevoli i +44.5°C raggiunti da N’Guigmi, in Niger che stabiliscono una delle temperature più alte finora registrate nel continente africano.

Rafravn062Da notare, però, come se sull’entroterra interno saheliano siamo ormai entrati nella fase clou del periodo più caldo dell’anno, lungo le aree costiere, dalla costa mauritana fino alla capitale senegalese Dakar, il clima diviene molto più fresco e umido, vista la notevole influenza oceanica con le sue miti brezze. Ciò spiega perché fra Dakar e le città presenti sull’entroterra senegalese si hanno costantemente una ventina di gradi di differenza nelle temperature.

città del messicoNon va meglio neppure in Messico e negli stati dell’America centrale, dove la calura è in costante ascesa, giorno dopo giorno. In questi giorni in molte città messicane il caldo è divenuto davvero intenso, con valori prossimi ai +39°C +40°C all’ombra. Del resto lo “Zenit” sta passando verso nord, attualmente si trova all’altezza dell’America centrale, dove in questi giorni, nel mezzogiorno astronomico, un oggetto perpendicolare non fa nessuna ombra.