Medicina: una diagnosi precoce può salvare dalla leucemia acuta promielocitica

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Per la leucemia acuta promielocitica l’informazione ed una diagnosi precoce possono fare la differenza per la cura di questa malattia. “La leucemia acuta promielocitica (Lap) rappresenta il 10 per cento di tutte le leucemie acute mieloidi – ha spiegato il professor Felicetto Ferrara, primario di Ematologia all’ospedale Cardarelli di Napoli – ogni anno in Italia vengono colpite circa 150 persone. E’ una patologia rara e dall’esordio improvviso“. I sintomi possono portare un senso di malessere generale, stanchezza, febbre, ecchimosi ed emorragie. E’ importante la diagnosi precoce: serve subito iniziare la terapia, perche’ se la Lap non viene identificata in tempi rapidi il rischio di mortalita’ precoce e’ molto elevato“, ha aggiunto il professor Francesco Lo Coco, ordinario di Ematologia dell’Universita’ di Tor Vergata di Roma. 

La cura mirata consiste in una combinazione tra arsenico e acido retinoico – ha spiegato il professor Giuseppe Rossi, Direttore struttura di Ematologia e Oncologia clinica degli Spedali civili di Brescia – che colpisce solo le cellule malate, senza bisogno di ricorrere alla chemioterapia“. In Italia secondo la rete Orphanet “sono 2 milioni le persone affette da malattie rare – ha spiegato la Senior business unit Innovative director di Teva Italia, Roberta Bonardie negli ultimi anni la ricerca ha prodotto risultati importanti in diverse aree terapeutiche. Teva e’ orgogliosa di mettere a disposizione dei pazienti la sua innovazione attraverso risposte concrete alla richiesta dei bisogni dei pazienti. Non solo per questa forma di leucemia“.