È stata inaugurata alla clinica Mangiagalli della Fondazione Ca’ Granda Policlinico di Milano la più grande Banca del Latte Umano Donato d’Italia. Si tratta di un risultato importantissimo, raggiunto grazie all’Associazione Italiana per lo Studio e la Tutela della Maternità ad Alto Rischio (Aistmar Onlus) e alla generosità dei clienti Esselunga, che da ottobre 2014 a ottobre 2015 si è impegnata in una campagna di sensibilizzazione imponente, riuscendo a raccogliere ben 696.440 euro per la costruzione della struttura. Ovviamente, un altro contributo importante viene dalle mamme che hanno deciso di donare parte del proprio latte, permettendo alla Banca di raccoglierne discrete quantità. Un’iniziativa di questo tipo assume una rilevanza ancor più decisiva nel momento in cui si considera che la Terapia Intensiva Neonatale del Policlinico è la più grande d’Italia e tra le prime quattro più grandi d’Europa: solo qui, ogni anno sono circa 150 i bimbi prematuri che nascono con un peso inferiore a 1,5 kg.
Per tutti i neonati, ma in particolare per quelli prematuri, il latte materno è un vero e proprio superfood: è grazie all’allattamento, infatti, che il bambino sviluppa un proprio sistema immunitario capace di difenderlo dal mondo esterno, assumendo la funzione che per nove mesi è stata svolta dal grembo materno. Senza contare tutte le patologie che l’allattamento al seno previene: asma, allergie, obesità e celiachia, tanto per fare qualche esempio.
Non tutte le mamme sono però in grado di allattare naturalmente i loro bambini. Ecco perché una Banca del Latte è una struttura così importante: le mamme più generose (e stakanoviste) possono decidere di aiutare quelle più in difficoltà. Alle donatrici viene fornito tutto il materiale necessario (come il tiralatte), e il latte donato viene ritirato direttamente a domicilio, per poi essere pastorizzato e analizzato per valutarne le proprietà nutritive. Viene poi conservato in particolari freezer in grado di contenerne fin oltre i mille litri, per poi essere distribuito ai bimbi che ne hanno bisogno (non solo i prematuri, ma anche quelli con particolari patologie o intolleranze, le cui madri non riescono a produrre il latte necessario).
Tutte le neo mamme possono diventare donatrici e contribuire ad arricchire la Banca del Latte, basta un semplice colloquio e un esame del sangue. E, ovviamente, tanta buona volontà e altruismo.


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