Morbillo e rosolia: diminuisce l’incidenza in Europa, ma non in Italia

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L’Europa è più vicina che mai a eliminare il morbillo e la rosolia: in 32 Paesi della regione di riferimento dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) è stata infatti interrotta la trasmissione di queste malattie. E’ quanto rivela la Commissione europea di verifica regionale sull’eliminazione di morbillo e rosolia, che ha pubblicato oggi un nuovo report. Ma l’Italia rimane nella lista dei ‘cattivi’, poiché nel nostro territorio entrambe le patologie rimangono endemiche. Avviene anche in Austria, Belgio, Bosnia Herzegovina, Francia, Georgia, Germania, Kazakhstan, Kyrgyzstan, Polonia, Romania, Serbia, Svizzera, Federazione russa, Turchia e Ucraina. “L’interruzione della trasmissione in più della metà dei Paesi d’Europa – afferma Zsuzsanna Jakab, direttore regionale per l’Europa dell’Oms – mostra che l’eliminazione del morbillo e della rosolia nell’area è possibile e siamo sulla strada giusta per raggiungerla. Ma è indispensabile mantenere questo slancio per garantire che i rimanenti Paesi recuperino in fretta“. Nel corso della sua 4a riunione, nel mese di ottobre 2015, la commissione ha valutato, per la prima volta, le prestazioni di ogni Paese nel corso di 36 mesi consecutivi. Secondo le conclusioni del gruppo tecnico-consultivo, infatti, una volta che un Paese dimostra l’assenza di morbillo endemico o di trasmissione del virus della rosolia per almeno 36 mesi consecutivi, si può verificare che la malattia sia stata eliminata. Gli esperti confermano dunque che 32 Paesi hanno interrotto la trasmissione del morbillo endemico e della rosolia nel 2014, mentre 21 Stati hanno eliminato il morbillo e 20 la rosolia, all’interno dei loro confini, nel periodo 2012-2014. I Paesi meno performanti, incluso il nostro, dovranno ora recuperare: sono state identificate lacune nella sorveglianza e nella copertura vaccinale, come più volte denunciato negli scorsi mesi anche dalle autorità sanitarie italiane.