Parkinson: la gravità e la velocità di progressione dei sintomi dipendono dal DNA

La progressione e la gravità dei sintomi del morbo di Parkinson dipendono dal Dna. A rivelarlo sono i ricercatori della Perelman School of Medicine dell’Università della Pennsylania, negli Stati Uniti. Il team ha classificato 251 pazienti con Parkinson attribuendo punteggi alla gravità dei sintomi presentati. Sono stati analizzati i genotipi dei pazienti così da trovare correlazioni tra dieci variazioni genetiche associate al morbo di Parkinson. E’ stato così scoperto che 39 dei 251 pazienti avevano una variante genetica cioè il genotipo GG del gene SNCA. Questi avevano più probabilità di presentare tremoti e meno probabilità di avere problemi di equilibrio. Inoltre, vi era una più lenta progressione della malattia a bassi livelli di alfa-sinucleina nel cervello, una proteina che svolge un ruolo chiave.  

Abbiamo scoperto che una variante genetica relativamente comune può sia fungere da biomarker che influenzare il decorso della malattia. Questo apre la possibilità di ottenere terapie mirate per le diverse versioni di quello che una volta si pensava essere una singola malattia“, secondo Alice S. Chen-Plotkin, assistente professore di neurologia presso l’Università della Pennsylvania. I risultati dello studio sono stati presentati al 68/esimo Meeting Annuale della American Academy of Neurology in corso a Vancouver.