Dopo l’incidente alla raffineria Iplom di Busalla, vicino Genova, per Legambiente e’ “urgente avviare al piu’ presto la bonifica dell’area” e compiere “subito una verifica a livello nazionale sulle effettive condizioni degli impianti petroliferi presenti lungo la Penisola e sui piani di intervento antinquinamento“. “Oggi le fonti fossili ci presentano il conto, rendendo evidenti i limiti sanitari, ambientali, economici e sociali del loro utilizzo – dichiara Rossella Muroni, presidente nazionale di Legambiente – L’incidente alla raffineria Iplom dimostra quanto sia necessario e urgente superare al piu’ presto l’utilizzo delle fonti fossili per garantire la convivenza dei cittadini, la loro salute e quella dei sistemi ecologici vitali anche nelle nostre citta’, con le attivita’ produttive e il lavoro. In Italia se c’e’ una fuoriuscita di petrolio da un impianto si minimizza dicendo che la situazione e’ sotto controllo, dimenticando i danni che un incidente simile causa all’ambiente e all’ecosistema marino – prosegue Muroni – Inoltre ci si ostina a considerare le vecchie e inquinanti fonti fossili la miglior fonte energetica per il Paese, nonostante il grande crescere delle rinnovabili e gli impegni presi alla Cop21 di Parigi e a New York con la firma degli accordi sul clima“. Legambiente ricorda che in Italia ci sono molti impianti legati alla lavorazione ed allo stoccaggio di petrolio.
Petrolio, Genova: “è urgente avviare la bonifica dell’area”


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