“C’è un volontario di Legambiente che lavora all’Eni sulle piattaforme in giro per il mondo. E’ talmente disperato di essere in turno sempre da solo, che viene a fare le vacanze da noi così sta in compagnia“. A raccontarlo è Andrea Poggio, della segreteria nazionale di Legambiente, presente alla manifestazione per il sì al referendum sulle trivelle in piazza San Silvestro a Roma. Insomma ci sono anche volontari Legambiente che lavorano sulle piattaforme petrolifere. “Ma certo, sono lavoratori anche loro – sottolinea –. Ma sai quanti ne abbiamo che lavorano all’Eni?“.
“Se vincono i sì – aggiunge – nessun lavoratore sta a casa. E’ una bufala. Semplicemente si arriva a termine concessione, quando i lavoratori già sapevano che avrebbero dovuto andare a lavorare su un’altra piattaforma. L’oggetto del referendum è cancellare una regalìa che è stata fatta da questo Governo. Hanno stabilito che chi ha iniziato a trivellare a ridosso delle coste italiane, avendo ricevuto una concessione a scadenza, può averla a vita, finché non si esaurisce il giacimento. Prima, chi aveva iniziato a fare queste perforazioni sapeva di avere dei diritti di perforazione che scadevano, le prime nel 2017 e le ultime nel 2026“. “Quelli che lavorano per le compagnie petrolifere – prosegue – devono sperare ardentemente che ci sia una riconversione del settore, altrimenti è inutile che il presidente del Consiglio vada a firmare l’accordo di Parigi sul clima e se ne vada a braccetto con Obama. Obama ha bloccato le perforazioni petrolifere in mare e ha iniziato a mettere in mare piattaforme off shore per la generazione eolica. Sarebbe una bella sfida questa per il nostro Mediterraneo“.


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