Referendum Trivelle, Landini: “la perdita del lavoro è solo una falsità”

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Sembrerebbe che relativamente alla perdita dei posti di lavoro in caso di vittoria del Si per il referendum sulle trivelle “si dicono delle bugie. Questo non è proprio vero“. A dichiararlo è il segretario della Fiom Maurizio Landini durante la conferenza del “Comitato vota si per fermare le trivelle“. Sempre per Landini  “molte bugie sul fatto che questo referendum sia contro l’occupazione; è la corruzione che ha ucciso i posti di lavoro in Italia“. Per questo motivo rivolge invito esplicito ad andare a votare. Credo che ridare la parola ai cittadini sia decisivo” è invece “pericoloso e sbagliato, in una fase delicata come questa, che il governo inviti le persone a non andare a votare: credo sia folle. Al limite scegliere se andare a votare lo può decidere un cittadino, ma non un governo. Credo sia una battaglia di civiltà invitare le persone ad andare a votare“.

Come la Fiom è arrivata a prendere questa decisione? non abbiamo deciso una notte in una stanza oscura ma è esattamente l’opposto; ha votato il nostro organismo dirigente all’unanimità – spiega Landini – è un sindacato industriale e porsi il problema che attraverso il lavoro che fai non devi inquinare è giusto. Non c’è solo il problema del petrolio ma c’è anche quello delle acciaierie e di tutto un sistema che deve cambiare”. Il segretario della Fiom fa presente come ”in questi anni fossero arrivati a 20 mila i posti di lavoro nelle energie alternative ma con le politiche del governo si sono dimezzati. Ora, bisogna aprire un processo” perché ”non possiamo far finta di non vedere per poi dire che i danni ambientali prodotti non siano enormi. E il tema posto dal referendum affronta un tema specifico: non risolve tutti i problemi ma apre una discussione su tutte queste cose. Oggi – prosegue Landini – c‘è un tema nuovo: o si fa una riconversione ecologica del sistema produttivo ed economico o noi non ne veniamo fuori’‘. Infine si prova anche a guardare a dopo il referendum: ”Non è che il 18 aprile, quale che sia il risultato, finisce la nostra iniziativa perché questi problemi li avremo anche dopo e bisogna continuare a chiedere queste cose”.