Salute: “è necessario aumentare le vaccinazioni contro il papilloma virus”

MeteoWeb

Arriva dall’autorevole tribuna dell’Asco (American Society of Clinical Oncology) e pubblicata su Journal of Clinical Oncology (Howard H. Bailey et al 2016), un vero endorsement a favore del vaccino contro l’Hpv (Human papilloma virus). Attraverso questa dichiarazione e raccomandazione, ASCO spera di aumentare la consapevolezza dell’enorme impatto globale dei carcinomi correlati al papilloma virus umano (Hpv) e di offrire chiarimenti sulla vaccinazione contro l’Hpv e sulla sua capacità di prevenire milioni di morti per cancro; invita ad aumentare l’adesione alla vaccinazione HPV tramite un maggiore coinvolgimento degli oncologi nel garantire adeguata informazione e chiedendo l’attuazione di strategie concrete per abbattere le barriere di accesso ai vaccini.

PAPILLOMA VIRUS 1L’implementazione dei vaccini contro le patologie HPV-correlate – commentano Luciano Mariani, ginecologo ed Aldo Venuti, virologo, coordinatori dell’Hpv Unit degli Ifo – ha aperto uno straordinario scenario di prevenzione primaria. L’infezione da human papilloma virus è infatti considerato il più importante virus oncogeno per la specie umana, essendo la causa necessaria nel 100% dei cancri del collo dell’utero e coinvolto, con percentuali variabili, nella genesi del cancro della vulva, vagina, ano, pene ed una parte di quelli orofaringei. D’altra parte la dimensione numerica dei cancri HPV-correlati (almeno 600 mila ogni anno nel mondo) e delle lesioni pre-tumorali che li precedono (di cui è impossibile stabilire l’entità) impone anche all’area dell’Oncologia Medica una forte presa di posizione a favore di questo presidio preventivo. Il ruolo chiave della vaccinazione è ribadito anche per quei tumori meno frequenti della cervice uterina, ma di cui non esiste alcuno screening efficace, così come per il sesso maschile“.

La comunità medico-scientifica – aggiunge Patrizia Vici, oncologo medico del Regina Elena – coinvolta nell’area dialettica della vaccinazione e nell’informazione all’utenza si è di volta in volta arricchita di nuove figure professionali: a partire dagli igienisti, seguiti dai ginecologi, dermatologi, pediatri, per coinvolgere infine gli otorinolaringoiatri ed i proctologi. Ciascuna specialità ha condiviso l’utilizzo del vaccino, mettendone in luce i benefici per la propria disciplina di appartenenza. Fornendo all’utenza corrette ed univoche informazioni mediche, si è favorito così (almeno nei Paesi più virtuosi) un’alta adesione ai programmi vaccinali, consentendo di avere già dei concreti risultati positivi“.