Shakespeare: nel 400° della morte a Stratford-upon-Avon è grande festa

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A Stratford-upon-Avon è tutto pronto per i festeggiamenti di sabato per celebrare il suo più illustre rappresentante, William Shakespeare, nato e morto 400 anni fa in questa cittadina nel centro dell’Inghilterra. A recarsi nella città britannica, che conta intorno ai 27mila abitanti, sono ogni anno circa cinque milioni di persone provenienti da tutto il mondo. “Shakespeare è uno dei più grandi autori di tutti i tempi. Ha saputo rappresentare tutto il caleidoscopio delle emozioni umane attraverso i suoi personaggi. Re o contadino, ci fa vedere quello che significa essere un uomo“, spiega all’Afp Paul Edmondson, direttore di ricerca presso l’associazione che veglia sulla casa natale del poeta a Henley Street. Judi Dench, Helen Mirren, Ian McKellen, Benedict Cumberbatch e Joseph Fiennes, ovvero gli attori più famosi del Paese, saranno sabato al Royal Shakespeare Theatre per recitare le scene più popolari tratte dalle opere del drammaturgo, alla presenza del principe Carlo, erede al trono britannico. Lo spettacolo “Shakespeare Live!” sarà trasmesso in diretta alla televisione e in dei cinema in tutta Europa.

Organizzate anche una marcia fino alla sua tomba e dei fuochi d’artificio, oltre a spettacoli da strada, danze e concerti. Inoltre il 23 aprile è anche San Giorgio, festa nazionale in Inghilterra. “Sarà la festa totale. La gente arriverà da dovunque. E’ una enorme sfida logistica e artistica“, spiega Geraldine Collinge, direttrice eventi della Royal Shakespeare Company. “Siamo qui nella culla di Shakespeare”, ricorda Cyril Nri, attore shakespeariano di 54 anni che interpreta Polonio nell’Amleto, tragedia che sarà in tabellone al Royal Shakespeare Theatre fino al 13 agosto. Ad alcuni metri dal giardino della casa natale del drammaturgo, i turisti si ammassano per visitare la tomba nella chiesa della Santa Trinità. E leggere il terribile epitaffio: “Amico mio, per l’amore di Gesù, astieniti dal rimuovere la polvere rinchiusa qui sotto. Benedetto colui che risparmia queste pietre e maledetto colui che sposta le mie ossa”. Di recente, degli archeologi hanno riportato in auge una vecchia teoria secondo la quale qualcuno avrebbe sfidato la maledizione. Una radiografia della tomba ha rivelato infatti una “strana alterazione nella zona in cui doveva trovarsi la testa, il che accredita la tesi che ad un certo punto qualcuno sia venuto a rubare il cranio di Shakespeare“, hanno dichiarato. Secondo il reverendo Steve Bate, che assiste il vicario nella chiesa della Trinità, invece, “nessuno ha aperto la tomba e si continua a rispettare la volontà di Shakespeare di non voler essere disturbato. Non sappiamo quello che contiene e resterà un mistero“.