Siria: a Palmira i caschi blu salveranno la cultura dell’Onu

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Liberata Palmira, speriamo che l’esercito siriano consenta agli esperti del settore, quali sono i Caschi blu della cultura dell’Onu, un’idea geniale, di andare sul terreno a valutare quali siano gli interventi di ricostruzione da effettuare, operazione questa che io ritengo culturalmente discutibile, e quali invece i patrimoni che si devono tutelare e conservare“. Così Giovanni Puglisi, presidente emerito della Commissione italiana dell’Unesco, a ‘Voci del mattino’, Radio 1, sul sito archeologico di Palmira dopo la liberazione dalla morsa dell’Isis. “Io appartengo a una scuola di pensiero -dice Puglisi- che considera l’opera d’arte unica, non riproducibile. Da questo punto di vista, pensare di fare una ricostruzione posticcia, per quanto tecnicamente perfetta, in questo caso di Palmira, mi appare una scelta culturalmente poco significativa. Le opere non saranno mai come erano prima, perché la sedimentazione della memoria, il valore della storia culturale, che traspira dalle pietre, una volta distrutte non ritornano, non sarà mai come l’opera preesistente“.

Abbiamo a che fare con dei barbari– sottolinea Puglisi- con cui è impossibile ogni mediazione politica, a loro interessa solo la gestione del potere, basti vedere come usano le risorse, come usano gli stessi reperti archeologici che vendono al mercato nero per fare cassa. Vogliono la cancellazione della memoria, vogliono incutere terrore e lo fanno attraverso due canali: l’economia e la violenza“. Nello specifico, spiega il presidente dell’Unesco, “la prima, grazie ad alcuni Stati-canaglia, penso all’Arabia Saudita, che fa un po’ il doppio gioco con il mondo occidentale, intessendo rapporti stretti con Daesh, che riesce così a giocare su più tavoli; la seconda, facendo parlare le armi e il terrore, con l’obiettivo di azzerare la cultura. Non dimentichiamo che il programma prioritario dell’Unesco è l’alfabetizzazione per tutti. Dove mancano cultura e conoscenza, dove manca la memoria, non c’è possibilità di coscienza e di sviluppo. E questo è ciò che loro vogliono“.