Siti Unesco, allarme del Wwf: 114 luoghi naturali sono minacciati dalle attività economiche

MeteoWeb

Sono ben 114 i luoghi, tutti presenti nell’elenco dei siti classificati dall’Unesco, attualmente minacciati dalle attività economiche, secondo il Wwf, tra cui le foreste umide del Madagascar, i parchi nazionali in Spagna e Mauritania, le riserve naturali in Tanzania, le scogliere del Belize. “Su 229 siti naturali iscritti nel Patrimonio Mondiale, 114 sono toccati da attività industriali nocive“, scrive l’ong nel suo rapporto pubblicato oggi, dal titolo “Proteggere gli uomini preservando la natura”. “Questi siti rappresentano il concetto di aree protette per eccellenza“, spiega il Wwf, che basa il suo rapporto su un censimento stilato dall’Unione internazionale per la conservazione della natura. Ma l’elenco dell’Unesco non è automaticamente sinonimo di protezione esemplare, come mostra il rapporto.

Il Wwf invita, dunque, governi e aziende ad agire in favore di un futuro sostenibile per tutti questi siti: “Tra le varie attività nefaste, spesso opera di multinazionali e delle loro filiali, si possono citare le prospezioni ed estrazioni petrolifere, lo sfruttamento illegale delle foreste, la creazione di grandi infrastrutture, la pesca indiscriminata e il depauperamento delle risorse idriche“.

L’Unesco può limitarsi solo a certificare questi siti dietro richiesta degli Stati, ma non ha poi il potere di costringere i governi a proteggerli. Dunque tocca all’Onu cancellare il sito dalla lista, come accaduto una sola volta con l’Oman. Il rapporto sottolinea come oltre a nuocere a un patrimonio “che ha un valore universale eccezionale“, lo stato in cui versano questi luoghi potrebbe “mettere a rischio la loro capacità di apportare benefici economici, sociali e ambientali” alle circa 11 milioni di persone che hanno in qualche modo a che fare con questi siti.