Stato di Salute dei Mari della Calabria: qualità delle acque e divieti di balneazione

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Con l’apertura ufficiale della stagione balneare, in Calabria prevista per il primo maggio, esiste l’obbligo di fornire ai cittadini le informazioni sulla condizione delle acque di ogni tratto di spiaggia comunale. E per evitare rischi alla salute dei bagnanti il Ministero della Salute deve fornire i dati, aggiornati in tempo reale, rilevati e trasmessi dai comuni e dall’Arpacal.

Per il comune di Lamezia Terme, attualmente, i dati sulla balneazione forniti dal Ministero della Salute, presentano gravi carenze che possono esporre a rischio la salute dei bagnanti. Ad esempio, i tratti di spiaggia in corrispondenza delle foci dei Torrenti Turrina e Bagni, sulle mappe con ortofoto di Google Maps utilizzate dal Ministero, sono indicati come balneabili e con acque marine di qualità “eccellente”. Le stesse foci sono evidenziate con il retino di colore verde che nella legenda del Ministero della Salute indica i tratti con acque idonee alla balneazione.  Inoltre, alcuni tratti lontani dalle foci come, ad esempio, quello in corrispondenza del Lungomare Falcone-Borselino di Lamezia Terme, della lunghezza di circa 400 metri sono privi del retino verde e, quindi, da considerare non adibiti alla balneazione.

donna-spiaggia-mareIn pratica, le mappe del Ministero in corrispondenza del lungomare di Lamezia Terme riportano un tratto non adibito alla balneazione come per le foci dei corsi d’acqua inquinati. Invece, in corrispondenza delle foci con acque inquinate e divieto permanente è riportato il retinato verde che indica tratti con acque idonee alla balneazione.

Agli errori di mappatura si aggiunge l’assenza di dati sulle disposizioni dei divieti di balneazione per inquinamento dei tratti in corrispondenza delle foci dei corsi d’acqua. Infatti, nello stesso sito web del Ministero della salute, per il comune di Lamezia Terme, quando si prova a cliccare su “Ordinanze sindacali di divieto di balneazione” si apre la finestra con scritto “Non sono presenti interdizioni alla balneazione nel comune selezionato”.   

In pratica, attualmente, nel sito del Ministero, nessun dato e informazione sui divieti di balneazione per inquinamento in corrispondenza delle Foci del Torrente Bagni, del Fiume Amato e della Foce del Torrente Turrina.

La cosa non può essere sottovalutata, anche perché, in passato, le condizioni delle acque marine nella zona industriale, com’è noto, hanno richiesto Ordinanze sindacali come, ad esempio, la n.235/2011 con divieti di balneazione per inquinamento: nel “Tratto di costa ricadente tra il Pontile sito in area ex Sir e foce in dx del Torrente Turrina”  della lunghezza di 800 metri;  nel tratto denominato “200 metri Dx e Sx Fiume Amato” della lunghezza di 400 metri e nel tratto denominato “200 metri Dx e Sx Torrente Bagni” della lunghezza di 400 metri.

Questi fatti, segnalati nei precedenti Rapporti sullo Stato di Salute dei Mari degli “Amici della Terra” non possono essere trascurati. Anche perché, non sono poche le persone che, come si vede anche nelle ortofoto di Google, frequentano gli stessi tratti di spiaggia privi della necessaria cartellonistica e quindi esposte ai prevedibili rischi per la salute. Rischi da evitare rispettando le norme sulla balneazione che prevedono anche l’obbligo di esporre in ben evidenza apposita cartellonistica con i dati sulle acque marine e il profilo del litorale in corrispondenza dell’inizio e termine di ogni singolo tratto di spiaggia comunale.

Anche su questi aspetti è necessaria l’attenzione e l’impegno per la tutela e valorizzazione del mare manifestati nelle settimane precedenti il referendum sulle trivelle. Impegno che va mantenuto anche per il risanamento e la bonifica dei tratti inquinati ancora interessati da scarichi di rifiuti e reflui di ogni tipo.

Sole-Spiaggia-MareIn proposito va ricordato che negli anni passati proprio per la mancanza di attenzione di non pochi amministratori, i magistrati della Corte dei Conti hanno indagato sulla “ gestione delle risorse pubbliche finalizzata a prevenire l’inquinamento delle coste, a risanare le stesse, a migliorare la qualità delle acque destinate alla balneazione e a tutelare la salute pubblica”.  E, a conclusione delle indagini, scritto che: “ il mare non è stato sinora considerato una risorsa, ma una discarica che tutti possono utilizzare pur di risparmiare soldi pubblici e privati.” (*)

Pertanto e per consentire un futuro ai giovani che desiderano vivere nella propria terra occorre una vera svolta rispetto al passato. Bisogna far conoscere e valorizzare la ricchezza dell’intera fascia costiera lametina che, a differenza di gran parte della costa tirrenica calabrese in erosione preoccupante, offre ampie spiagge caratterizzate di specificità idrogeomorfologiche.

Sulla rilevanza e potenzialità dello stesso patrimonio costiero disponibile nel Golfo di S. Eufemia è da ribadire la specificità degli assetti idro-geomorfologici favorevoli allo sviluppo della più grande varietà di habitat e forme di vita in ambiente acquatico e terrestre.

Sulla ricchissima biodiversità è da ricordare la rilevanza delle due specie megabentoniche, Topsentia calabrisellae e  Halicona fimbriata, che vivono nelle acque del mare lametino tra i 70 ed  90 metri di profondità. E la presenza, tra l’altro, di varie oasi di Coralli finora non rilevata in nessun altra area dell’intero Mediterraneo. Specificità, oggetto d’interesse di molti centri di ricerca anche internazionali e, in particolare, dall’Università di Cambridge.

Sulla varietà di contesti geomorfologici delle spiagge che caratterizzano lo stesso Golfo di S. Eufemia va ribadito che le stesse, formate da frammenti di rocce di tutte le ere geologiche, documentano importanti effetti delle oscillazioni climatiche del passato e della dinamica ed evoluzione sia del paesaggio terrestre sia degli insediamenti umani, più remoti, dell’intero Belpaese. Tra le rare specificità sono significativi i tratti di costa costituti dagli ammassi granitici del settore meridionale del Golfo e generati dallo stesso magma che ha prodotto le più note coste granitiche della Sardegna. E i numerosi terrazzi marini che testimoniano gli effetti delle ricorrenti oscillazioni climatiche avvenute durante l’ultima Era geologica sia l’entità e velocità di sollevamento dei rilievi che si affacciano sui mari.

Oltre ad una grande varietà di preziosi aspetti naturalistici, paesaggistici ed ambientali sui litorali del Golfo di S. Eufemia esiste un rilevante e unico patrimonio archeologico. Basta ricordare i manufatti risalenti al Paleolitico Inferiore di Casella di Maida e gli importanti centri urbani di Hipponion, Temesa e Terina della Magna Grecia, presenti tra l’VIII ed il V secolo a.C.. Un Golfo che, oltre alle specificità sopra accennate, dispone della stessa quantità di spiagge balneabili complessivamente presenti in tutta la regione Emilia Romagna dove arrivano più di 5 milioni di turisti balneari all’anno.

Un patrimonio archeologico e costiero da tutelare e valorizzate concretamente anche in vista dei prossimi campionati mondali di Kite Surf che si svolgeranno nel Golfo di Sant’Eufemia nel prossimo mese di luglio.

QUALITA’ DELLE ACQUE MARINE e DIVIETI DI BALNEAZIONE nei Comuni del LAMETINO

bambini-costumi-mare-spiaggia-dm010006altaSulla base della classificazione delle acque marine effettuate dall’Arpacal, nel comune di Lamezia Terme sono nove i tratti adibiti alla balneazione. Due tratti non sono sottoposti a controllo perché permanentemente non adibite alla balneazione per inquinamento riguardano le foci del Torrente Bagni e del Fiume Amato per complessivi 800 metri.

Nel resto dei comuni del lametino, altri divieti per inquinamento sono da indicare in corrispondenza della foce del Fiume Savuto nel Comune di Nocera Terinese, e della foce del Torrente Turrina al confine tra i comuni di Lamezia Terme e Curinga.

Nei 5 comuni del lametino i tratti di costa adibiti alla balneazione sono 27 con una lunghezza complessiva  di circa 30 chilometri. Una lunghezza analoga a quella dell’intera provincia di Rimini.

Per l’inizio della stagione balneare 2016, la classificazione dell’Arpacal, in corrispondenza di ogni singolo tratto per ogni comune del lametino, risulta:

  • Comune di Curinga:

– TORRE DI MEZZA PRAIA, lungo 1.731 metri di qualità Eccellente

– 1 KM NORD TORRENTE DI MEZZA PRAIA, lungo 1.022 metri di qualità Eccellente

– 500 MT NORD TORRENTE S. EUFRASIA, lungo 1.604 metri di qualità Eccellente

  • Comune di Gizzeria:

– LIDO CAPO SUVERO, lungo 830 metri di qualità Eccellente

– LIDO S. ANTONIO, lungo 580 metri di qualità Eccellente

– DIREZIONE ALLEVAMENTO ANGUILLE, lungo 668 metri di qualità Eccellente

– 200 MT NORD FIUME CASALE, lungo 1.828 metri di qualità Eccellente

– RISTORANTE PESCE FRESCO, lungo 639 metri di qualità Eccellente

  • Comune di Falerna:

– EUROLIDO, lungo 1415 metri di qualità Eccellente

– 850 MT. SX PUNTO 145, lungo 952 metri di qualità Eccellente

– BAR VITTORIA, lungo 2104 metri di qualità Eccellente

– HOTEL TORINO 2, lungo 1.390 metri di qualità Eccellente

– HOTEL OLD AMERICA, lungo 1.645 metri di qualità Eccellente

  • Comune di Nocera Tirinese

– 200 MT SUD CAMPING “LA MACCHIA”, lungo 1076 metri di qualità Eccellente

                   – 200 MT A SUD FIUME SAVUTO, lungo 626 metri di qualità Eccellente     

– 200 MT. NORD FIUME SAVUTO, lungo 1.215 metri di qualità Eccellente

– RISTORANTE MARIS, lungo 757 metri di qualità Eccellente

– 800 MT. SX PUNTO 143, lungo 979 metri di qualità Eccellente

  • Comune di Lamezia Terme
  • LIDO MARINELLA, lungo 1.167 metri di qualità Eccellente
  • 200 MT A NORD T. BAGNI, lungo 1.078 metri di qualità Eccellente
  • 500 MT. SUD TORRENTE BAGNI, lungo 791 metri di qualità Eccellente
  • 200 MT A SUD T. BAGNI, lungo 344 metri di qualità Eccellente
  • 1000 MT SUD TORRENTE BAGNI, lungo 1.303 metri di qualità Eccellente
  • LA CONCHIGLIA, lungo 1.436 metri di qualità Eccellente
  • 200 MT A NORD F. AMATO, lungo 854 metri di qualità Buona
  • DIREZIONE STAZ. FF.SS. S.PIETRO A MAIDA, lungo 1.211 metri di qualità Eccellente
  • 200 MT A SUD F. AMATO, lungo 847 metri di qualità

I controlli e le analisi delle acque dei prossimi mesi in particolare dei mesi più caldi e affollati, ci consentiranno di verificare l’eventuale conferma dell’attuale classificazione con 25 tratti classificati di qualità Eccellente e solo due tratti classificati di qualità buona nel comune di Lamezia Terme.

Gli Amici della Terra ribadiscono la necessità di garantire ai cittadini la tempestiva e completa informazione sulle condizione delle acque marine e di ogni altro dato, aspetto e fenomeno che può incidere sulla stessa condizione. Necessità sottolineata dalle norme vigenti in tutta Europa sia per evitare rischi alla salute dei bagnanti sia per garantire la diffusione delle conoscenze su dinamiche e cause dell’inquinamento e consentire ai cittadini di pretendere i necessari interventi di risanamento dagli Enti preposti.

Si può e senza alcun costo economico, e si deve garantire la necessaria trasparenza sulle condizioni delle acque marine pubblicando anche nel web i risultati aggiornati di tutte le analisi e rilievi effettuate dall’Agenzia regionale per la protezione dell’Ambiente, come avviene in tante altre regioni del BelPaese.

(*) Sulle cause dell’inquinamento delle acque marine e il ruolo degli Enti Pubblici preposti, è significativo quanto evidenziato dalla Corte dei Conti della Regione Calabria nelle specifiche relazioni aventi per oggetto: “la gestione delle risorse pubbliche finalizzata a prevenire l’inquinamento delle coste, a risanare le stesse, a migliorare la qualità delle acque destinate alla balneazione e a tutelare la salute pubblica”. Tra l’altro, i magistrati della Corte dei Conti hanno scritto:

– “le amministrazioni hanno mostrato una insufficiente consapevolezza delle proprie funzioni e competenze”. 

– “Nel settore dell’ambiente vi è una assenza pressoché totale di quelle di quelle forme di cooperazione e collaborazione tra le amministrazioni diverse, che consentirebbero una più incisiva politica di salvaguardia  delle coste e dei mari e, più in generale della salute pubblica.

 – Anche sotto il profilo della repressione dei fenomeni inquinanti e delle cause dell’inquinamento del mare e del degrado delle coste, appare evidente la mancanza di una seria volontà tanto di individuare le fonti inquinanti e, soprattutto, di perseguire i trasgressori.” 

– “Numerosi sono gli scarichi non censiti da parte dei comuni e delle province, mentre pericolosi liquami, sia di origine organica che industriale, continuano ad essere riversati nei fiumi ed a confluire nel mare: ne sono prova i risultati delle analisi effettuate alle foci dei fiumi con valori parecchie decine di misure al di sopra della soglia della tollerabilità umana.”

– “La protezione dell’ambiente e della salute pubblica impongono alle amministrazioni pubbliche di ridurre l’inquinamento delle acque di balneazione e di preservare queste ultime da un deterioramento ulteriore, attraverso una serie di politiche pubbliche finalizzate al raggiungimento di obiettivi immediati quali il miglioramento della qualità misurato attraverso prelievi, ma anche attraverso obiettivi di programmazione e d interventi infrastrutturali più articolati e complessi (costruzione di reti fognari e impianti di depurazione, programmazione della gestione dei rifiuti e del ciclo delle acque, previsione di divieti e prescrizioni amministrative.”

Per non smarrire la memoria storica, è da ricordare che alcuni responsabili degli Enti oggetto delle indagini della Corte dei Conti, nelle settimane precedenti il referendum sulle trivelle, hanno manifestato molto, spesso con foga eccessiva, l’interesse per quel mare in precedenza considerato “una discarica per risparmiare soldi pubblici e privati”.

Geologo Mario Pileggi del Consiglio Nazionale degli “Amici della  Terra”