A Genova proseguono senza sosta i lavori per la bonifica del rio Fegino e del torrente Polcevera dove domenica sera si sono riversati centinaia di migliaia di litri di petrolio a seguito della rottura di una tubazione interrata che collega il porto petroli del capoluogo ligure alla raffineria Iplom di Busalla. La chiazza di petrolio che ha raggiunto il mare a Genova si è sparpagliata in tante piccole macchie che sono ancora visibili nel bacino portuale. I tecnici Arpal sono al lavoro per arginare la situazione ma si teme che altre chiazze possano arrivare dal Polcevera in caso di pioggia.

“Lo sversamento del greggio a Genova è grave perché avvenuto in un contesto urbano ed interessa due torrenti che finiscono in mare. Per questo e’ un inquinamento molto percepito“: queste le parole di Roberto Oreficini, direttore ufficio idrogeologico e antropico del dipartimento della protezione civile nazionale, inviato sul posto dal ministro dell’Ambiente Galletti. “Negli ultimi anni in Italia non vi sono stati sversamenti di questo tipo così gravi. La corsa contro il tempo invocata dal governatore della Liguria Toti per la bonifica è giustificata perché in casi come questi i tempi di intervento sono determinanti per la buona riuscita dell’opera di protezione e ripristino ambientale“. “Dobbiamo capire se servono procedure speciali, che possono essere per esempio conferenze dei servizi, o autorizzazioni particolari per la gestione di questi rifiuti“. “La Iplom deve pulire velocemente il rio Fegino. Glielo abbiamo detto ieri sera in Prefettura e lo ribadiremo oggi. Le staremo addosso dalla mattina alla sera fino a che la bonifica non sarà completata“.

Per arginare la corsa della marea nera verso il mare sono state posizionate 8 panne assorbenti nel rio Fegino e 4 nel torrente Polcevera. Alla foce del Polcevera e in mare sono state poi collocate diverse panne galleggianti. Per consentire il solo deflusso delle acque, separando la frazione di idrocarburi raccolta in un piccolo invaso, sono state realizzate anche delle briglie in terra. Nel frattempo 14 unità auto spurgo e 4 bilici per la raccolta delle emulsioni oleose stanno aspirando il petrolio nei due torrenti contaminati. “Ad oggi – spiega Iplom – sono stati conferiti all’impianto di stoccaggio provvisorio circa 550 metri cubi di greggio misto ad acqua“. Da ieri è in via di allestimento il cantiere per la rimozione del terreno contaminato nella zona interessata dalla perdita e nel rio Pianego.


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