Terremoto L’Aquila: a 7 anni dalla tragedia, oltre 8000 persone hanno ancora abitazioni inagibili

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Sono trascorsi sette anni dal devastante terremoto che colpì L’Aquila e il suo circondario, alle 3:32 del sei aprile 2009, e ancora oggi gli assistiti sono ancora 8.351, ovvero coloro le cui abitazioni sono tutt’ora inagibili, e dunque sistemati tra i Progetti C.a.s.e, complessi anitisismici ecocompatibili nati a pochi mesi dal terremoto, delle 19 new town e i Map (moduli abitativi provvisori). In particolare i contratti attivi per le Case sono 3.702, quelli dei Map 965. Ad oggi le case libere sono 264, 45 i Map e in entrambi i casi sono in atto lavori di riattamento. Inoltre, secondo i dati che si riferiscono allo scorso marzo, si contano 1.406 nuclei familiari entrati nel progetto Case secondo altri requisiti stabiliti da bandi pubblici emanati nell’ultimo anno e mezzo: categorie con “fragilita’ sociale”, giovani coppie, nuclei monoparentali, studenti, società sportive e associazioni sociali o di volontariato. Quindi, circa il 70% di persone con case inagibili e il 30% riferito a categorie che rispecchiano le politiche abitative messe in campo dal Comune dell’Aquila.

Dal 31 marzo 2015, inoltre, non ci sono altre forme assistenziali tipo fondi immobiliari, autonoma sistemazione e affitti concordati. Di recente l’ufficio dell’assistenza alla popolazione ha raggiunto il traguardo del recupero di circa 2 milioni di euro di contributi non dovuti per l’autonoma sistemazione (Cas). “Nonostante i numerosi problemi evidenziatisi in questi anni nella gestione di Case e Map – spiega l’assessore Fabio Pelinil’assistenza alla popolazione ha garantito ai cittadini aquilani un punto di riferimento importante in tutte le fasi calde del post sisma agli sfollati, ma ha anche messo in campo strumenti normativi per rispondere alle molteplici esigenze abitative emerse in citta’ nell’acuirsi della crisi economica. Oggi – ha precisato l’assessore all’assistenza alla popolazionela fase più drammatica ce la lasciamo alle spalle e il prossimo obiettivo e’ quello di razionalizzare l’utilizzo di questo immenso patrimonio immobiliare conservando gli alloggi ben fatti e smantellando quelli che hanno evidenziato problemi strutturali”. Da sottolineare, infine, che sono ancora presenti 17 Musp (moduli ad uso scolastico provvisorio) che ospitano circa 6 mila alunni.