Terremoto L’Aquila: “bisognerebbe cominciare a mettere in sicurezza il patrimonio edilizio italiano”

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All’Aquila la ricostruzione procede, ma invece procede molto lentamente nell’Aquilano. Oggi in Italia non conosciamo ancora lo stato di sicurezza dei nostri centri storici, non sappiamo se sono sicuri e soprattutto quali siano le condizioni in cui versano gli edifici“. A dichiararlo è il presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi, Francesco Peduto durante la cerimonia di conferimento del Premio di Laurea Avus, istituito dall’Associazione Vittime Universitarie del Sisma e dallo stesso Consiglio dei Geologi, vinto quest’anno da Tatiana Ioppolo di Rieti, studentessa dell’Università Roma Tre.

Bisognerebbe cominciare a mettere in sicurezza il patrimonio edilizio italiano – ha proseguito Peduto – dando priorità a scuole, ospedali, a tutti gli edifici che ospitano l’Amministrazione pubblica, allargandoci all’intero patrimonio edilizio storico e non solo. Le loro condizioni di sicurezza non le sappiamo anche perché non abbiamo il Fascicolo del Fabbricato, equivalente a una sorta di libretto pediatrico dello stato di salute degli edifici“. “In Italia i Piani di protezione civile sono ancora solo virtuali e si rivelano poco operativi in caso di emergenza . Ricordiamo per l’ennesima volta – ha aggiunto il presidente del Consiglio dei Geologi – che il 50 per cento delle vittime lo abbiamo per comportamenti sbagliati durante l’evento sismico. Le persone non sanno come comportarsi durante un terremoto o alluvione o frana“.