Tra il 1989 ed il 2007, all’interno del Campo minerario Vega, la piattaforma a circa 12 miglia a sud della costa meridionale della Sicilia “e’ stato effettuato un illecito smaltimento dei rifiuti prodotti (acque di strato, acque di lavaggio ed acque di sentina) a seguito del prelievo di idrocarburi dal sottosuolo marino“. E’ stato avviato così un procedimento penale, che vede imputati alcuni soggetti che contribuivano alla gestione di Vega. Cio’ detto, i costi di smaltimento dell’intero quantitativo di rifiuti “che gli imputati hanno illecitamente smaltito nel corso degli anni sono stimati in 69.470.380“, quindi il risarcimento “dovra’ essere effettuato nei confronti dello Stato per un importo pari e il ministero si e’ costituito parte civile“, dichiara Gian Luca Galletti.
Agli imputati viene addebitato il reato di “attivita’ organizzate per il traffico illecito di rifiuti“, spiega Galletti, “per avere concorso all’illecito smaltimento di elevatissimi quantitativi di rifiuti nel sottosuolo marino, tramite il pozzo recettore ‘Vega 6‘”.


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