Una “goccia d’acqua fredda” decide la sorte della stagione degli uragani e lo sviluppo de “La Niña”

Il potenziale movimento di una “goccia (d’acqua) fredda” nell’Oceano Atlantico settentrionale potrebbe rappresentare una “Wild card” nella stagione degli uragani 2016 secondo gli esperti. Con “goccia fredda” in questo contesto, si intende “un’area grande, anomala, di temperature della superficie del mare più basse della media, che si trova a est di Terranova e ad ovest della Groenlandia,” spiega Jillian MacMath, meteorologa AccuWeather.

Quest’area di acqua più fredda ha iniziato a prendere forma qualche anno fa ed è diventata più grande e più persistente durante gli ultimi due anni,” dichiara l’esperto di uragani AccuWeather Dan Kottlowski. Le correnti oceaniche potrebbero attingere da quest’area attirandola verso sud, in direzione delle regioni tropicali dell’Atlantico, oppure no: l’una o l’altra possibilità potrebbe influire notevolmente sull’evoluzione della stagione degli uragani.

LaPresse/Reuters
LaPresse/Reuters

Tenendo a mente tutti i potenziali fattori, secondo i previsori saranno 14 in totale le tempeste tropicali e gli uragani nell’Atlantico quest’anno, due in più rispetto alla norma,” prosegue Jillian MacMath. “Se l’acqua più fredda migra verso sud lungo l’Atlantico orientale, e poi verso ovest verso terre tropicali, abbasserà le temperature della superficie del mare sulla regione dove si sviluppa l’85% dei sistemi tropicali dell’Atlantico. Un’altra possibilità è che l’acqua della goccia fredda possa alterare la composizione delle correnti profonde oceaniche e incidere sulla salinità dell’acqua. Se ciò dovesse accadere, il pattern del riscaldamento delle acque che si verifica dal 1995 si invertirà, portando a un periodo di raffreddamento. Entrambi gli scenari limiterebbero le evoluzioni tropicali nell’Atlantico. Se invece non dovesse verificarsi nessuna di tali ipotesi, le temperature della superficie del mare rimarranno più calde della media, risultando probabilmente in una stagione più attiva rispetto agli ultimi 3 anni: in questo caso, secondo gli esperti, l’attuale fenomeno El Niño si indebolirà, portando alla fine a un pattern neutro entro la fine della primavera o l’inizio dell’estate.

650x366_04061052_atlantic-hurricane-forecast-graphicIl grande quesito è se si svilupperà La Niña o meno, che è ciò che ci aspettiamo già da ora,” spiega Kottlowski. Il fenomeno La Niña è caratterizzato da temperature della superficie del mare al di sotto della media nell’Oceano Pacifico, nell’area equatoriale. “Storicamente, alcune stagioni degli uragani che hanno seguito una transizione da El Niño a La Niña sono state molto attive. E’ possibile saltare da un estremo all’altro, da stagioni al di sotto della media negli ultimi tre anni a un 2016 al di sopra.