Abruzzo: Palena ed il Museo Geopaleontologico dell’Alto Aventino

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Palena è un paese in provincia di Chieti (Abruzzo) che sorge sul versante orientale del massiccio della Maiella, sulle rive del fiume Aventino, nel Parco Nazionale della Majella.

I terremoti del 1706 e 1933 ferirono profondamente il piccolo centro, che fu poi quasi completamente distrutto durante la Seconda Guerra Mondiale dai tedeschi e dall’aviazione americana: ebbe infatti la sventura di trovarsi proprio lungo la linea Gustav, che da Cassino ad Ortona tagliava in due l’Italia.

Molti monumenti furono ricostruiti dopo la guerra. Fra i siti di interesse di Palena c’è  il quartiere medioevale con il Castello Ducale, la chiesa di San Francesco del secolo XIII-XIV, completamente rifatta in stile barocco dopo il terremoto del 1700.

Nel Castello Ducale è ospitato il  Museo Geopaleontologico dell’Alto Aventino che offre una documentazione approfondita della geologia della valle dell’Aventino.

Nel museo è presente uno spazio dedicato ai grandi mammiferi del Quaternario che sono stati  trovati in diversi siti abruzzesi. È presente anche una importante collezione di fossili del territorio di Palena fra cui pesci, molluschi, echinidi tipici di acque lagunari risalenti a 11 milioni-5 milioni di anni fa.

Il vero protagonista del museo è il fossile di Prolagus, un piccolo mammifero ormai estinto appartenente allo stesso ordine delle lepri e dei conigli. È stato dedicato ampio spazio anche alla didattica, nella sezione “Geologiocando”. La visita al museo è gratuita, maggiori informazioni si possono trovare a questo link.

Per approfondire e completare la conoscenza geologica del territorio di Palena si può fare una tappa  alle sorgenti dell’Aventino, situate in in località “Capo di Fiume”, con una portata media annua di 1,2 metri cubi al secondo. Da qui vengono tutti i reperti fossili di Palena.

Il loro studio ha permesso la ricostruzione dell’ambiente di 7 milioni di anni fa, quando iniziava a delinearsi l’attuale geografia della penisola italiana: si alternavano coste, lagune e paludi. La presenza di acque tranquille ha permesso la conservazione dei resti, oggi fossili.