Adolescenti goffi? Colpa degli scatti di crescita, il cervello non tiene il passo

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Movimenti impacciati e camminata ‘strana’: è il marchio di fabbrica di tanti teenager che per la loro goffaggine finiscono nel mirino di amici e compagni di classe e attirano gli sguardi ‘indagatori’ di mamma e papà. Ma la scienza li assolve: non sono ‘imbranati’, è il loro corpo che ha fretta di crescere e il cervello che non riesce a stargli dietro. La spiegazione di questo fenomeno è tutta italiana e porta la firma di un team di ricercatori dell’università degli Studi di Bologna. La difficoltà che alcuni adolescenti sperimentano nel tenere sotto controllo i movimenti, secondo gli esperti, è da imputare alle improvvise impennate di crescita che possono abbassare la capacità di coordinamento e influenzare l’andatura. La studio italiano, pubblicato sulla rivista ‘open access’ ‘Biomedical Engineering OnLine’, indaga sulle cause che si nascondono dietro questa perdita di coordinazione e suggerisce che il cervello semplicemente non tiene il passo con gli improvvisi scatti in avanti nella crescita corporea e richiede un certo tempo per adattarsi a un rapido aumento di altezza. I ricercatori hanno analizzato con l’aiuto di sensori wireless la camminata di 88 adolescenti, dalla scorrevolezza della deambulazione alla regolarità del passo e all’equilibrio. Tutte queste caratteristiche sono guidate dal controllo motorio.

adolescenti pc computerFra i ragazzi osservati, quelli che avevano scatti di crescita – definiti come un aumento di altezza superiore a 3 cm in un lasso di tempo di 3 mesi – hanno mostrato un andatura più irregolare e meno fluida rispetto ai coetanei che sperimentavano una crescita più costante. Imparare a camminare è una tappa importante nello sviluppo motorio, che viene raggiunta nella prima infanzia e continua a svilupparsi fino all’età adulta. Durante l’adolescenza, spiegano i ricercatori, gli scatti di crescita sono comuni, e questi cambiamenti accelerati possono alterare il controllo che un ragazzo ha del proprio corpo, richiedono un certo tempo di adattamento. “Un improvviso aumento di altezza influenza la capacità del corpo di controllare le capacità motorie, come camminare“, spiega Maria Cristina Bisi, ricercatrice dell’ateneo bolognese e autore principale dello studio. Il controllo motorio, sottolinea, è ‘tarato’ sulle dimensioni corporee, e “a seguito di un picco di crescita, il corpo ha bisogno di tempo per adeguarsi alle modifiche ‘periferiche’. Una fase durante la quale un adolescente può camminare goffamente. I ragazzi che invece crescono in maniera costante e non a scatti, sono in grado di gestire meglio le modifiche subite dal loro corpo e riescono a mantenere la morbidezza e la regolarità del passo“. Protagonisti della ricerca sono stati un gruppo di ragazzi, tutti 15enni, del Liceo di Lugo. Gli 88 volontari sono stati misurati e pesati all’inizio e poi di nuovo a distanza di tre mesi. Diciannove adolescenti hanno mostrato scatti di crescita e sono stati inseriti in un gruppo, mentre gli altri che hanno avuto un aumento dell’altezza di un solo centimetro, o meno, sono stati riuniti in un altro gruppo. Con sensori wireless posizionati sulla parte bassa della schiena e sulla parte inferiore delle gambe, sono state quantificate le caratteristiche della camminata. I sensori hanno permesso infatti di rilevare il movimento del tronco, mentre i ragazzi camminavano lungo un corridoio di 10 metri, indicando in quale direzione il controllo motorio è stato maggiormente influenzato. I teenager arruolati dovevano anche eseguire mentalmente un compito di aritmetica, camminando, per testare la relativa domanda cognitiva di controllo dell’andatura. Tutti i ragazzi hanno mostrato cambiamenti nella loro capacità di camminare quando dovevano completare contemporaneamente un’operazione aritmetica mentale. Tuttavia, il gruppo con crescita stabile camminava in maniera più fluida e con un passo più regolare. La conoscenza di base sullo sviluppo del controllo motorio durante l’arco della vita dall’infanzia alla vecchiaia, osservano gli scienziati, è fondamentale per interventi e terapie efficaci. Lo studio, sottolineano, favorisce la comprensione di questo aspetto concentrandosi sugli effetti di improvvisi cambiamenti di altezza. Tuttavia, ci possono essere altri fattori coinvolti, fanno notare gli esperti: durante l’adolescenza il corpo attraversa una serie di cambiamenti biologici, cognitivi e socio-emotivi che potrebbero anch’essi influenzare a loro volta lo sviluppo motorio.