Agricoltura biologica, in aumento in tutta Italia: +20% di vendite nel 2015

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Sono ormai diversi decenni che l’agricoltura biologica si è affermata in Italia come sistema di produzione in grado di preservare l’ambiente e la qualità dei prodotti, di garantire la biodiversità e rispondere efficacemente alle sfide globali del nostro tempo. È stata una risposta alle tecniche invasive della monocoltura e dell’agricoltura intensiva convenzionale che sfrutta il terreno deprivandolo progressivamente delle sue risorse e impoverendo l’ambiente circostanze di specie animali e vegetali.

La coltivazione e la vendita dei prodotti biologici è disciplinata per legge e certificata da organismi di controllo.
Possono avere il marchio di prodotto biologico gli alimenti che sono stati coltivati o allevati senza l’uso di prodotti antiparassitari o fertilizzanti di sintesi.

Per fertilizzare il terreno si ricorre a pratiche alternative, spesso tradizionali, come l’uso del sovescio, cioè l’incorporazione nel terreno di piante appositamente seminate che lo arricchiscano di azoto, come molte leguminose (il trifoglio, l’erba medica o il favino); del compost ottenuto dalla naturale degradazione di materiali vegetali e animali; della pacciamatura, cioè della copertura delle colture con paglia o trucioli che hanno il duplice vantaggio di evitare il crescere delle malerbe e di decomporsi arricchendo il terreno con sostanze organiche.

agricoltura biologicaSi interviene contro i parassiti con estratti di alcune piante come il piretro o il neem o con il rilascio di insetti utili perché naturali antagonisti dei parassiti. Si evitano anche le grandi distese in monocoltura per evitare un’abbondante riproduzione di parassiti specifici con conseguenti massicci attacchi. Un’altra pratica utile è quella di lasciare che sui bordi dei campi crescano le siepi, fortemente ridotte dall’agricoltura tradizionale e invece utilissime per salvaguardare la diversità ecologica e la riproduzione di specie insettivore: uccelli, anfibi, rettili.
Si ricorre infine a tecniche come la rotazione delle colture, facendo seguire a una specie più esigente di nutrienti un’altra meno esigente.

La coltivazione e la vendita di prodotti biologici continua ad aumentare sia nei negozi specializzati che nella grande distribuzione dove gli scaffali dei cibi biologici si sono espansi sempre di più. Nella sola grande distribuzione l’incremento delle vendite nello scorso 2015 è stato del 20%. Al primo posto per valore di vendita sono le uova, seguite dalle composte di frutta e dalle gallette di riso, ma il massimo aumento percentuale lo hanno avuto l’olio extra vergine di oliva, la cui vendita è aumentata quasi del 50%, i cibi a base di soia e la pasta di semola.

In aumento sono anche le esportazioni di prodotti biologici soprattutto di ortofrutticoli e bevande vegetali.
Infine sono decisamente in crescita anche gli esercizi pubblici che offrono prodotti biologici, soprattutto gelaterie e fast food. Tutti segnali di un accresciuta attenzione dei consumatori per la qualità del cibo e per il rispetto dell’ambiente.