Dopo 70 anni di petrolio il futuro della Erg si tinge definitivamente di verde.”Forse da quest’anno potete non chiamarci piu’ petrolieri“, ha infatti dichiarato l’attuale presidente Edoardo Garrone, nipote e omonimo del fondatore. “Siamo orgogliosi del nostro passato, ma dobbiamo guardare avanti e ormai siamo un’azienda green“, anzi “vogliamo essere l’Eni del vento”, ha spiegato Garrone, aggiungendo come ormai per la Erg sia “piu’ importante vedere se piove o tira vento, piuttosto che sapere quale sia il prezzo del petrolio“. Nel 2008, ha aggiunto il fratello, il vicepresidente Alessandro, “eravamo un’azienda petrolifera” con tanto di raffinerie e “ci muovevamo in un settore ad altissima volatilita’“: da allora il gruppo “ha disinvestito 3,3 miliardi di asset petroliferi e ne ha reinvestiti 3,9 sostanzialmente in energie rinnovabili, distribuendo anche 800 milioni di dividendi“. Erg e’ quindi ormai uscita dalla raffinazione ed e’ anche con un piede fuori dalla vendita di prodotti petroliferi. La benzina, insomma, ha ribadito l’ad Luca Bettonte, “non fa piu’ parte del nostro core business, perche’ abbiamo fatto una scelta green e dobbiamo essere coerenti con essa“, quindi “se nell’ambito di un percorso di valorizzazione ci fosse la possibilita’ di uscirne non scarteremmo quest’opzione“. L’altra frontiera, oltre alla produzione da fonti rinnovabili, potrebbe essere anche il mercato retail: Erg “guarda con interesse al 2018“, quando dovrebbe essere abolito il mercato tutelato dell’energia elettrica, a patto che si dia vita a “un mercato davvero concorrenziale”. Tra le opzioni “da non scartare”, quella di joint venture con altri operatori, ma, nel caso, potrebbe trattarsi “solo di soggetti finanziari, interessati alla qualita’ dei nostri asset“.
Ambiente, per Erg il futuro e’ tutto green: “non siamo piu’ petrolieri”


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