Astronomia, direttore Specola vaticana: “Più impariamo, più veniamo ci rendiamo conto di quanto poco sappiamo della creazione di Dio”

Guy Consolmagno, direttore della Specola vaticana, l’osservatorio astronomico della Santa Sede, commenta sull’Osservatore Romano la recente scoperta di tre esopianeti: “Più impariamo, più veniamo ridimensionati nel renderci conto quanto poco ancora sappiamo della creazione di Dio“. “Michael Gillon e la sua equipe hanno riportato la scoperta di tre pianeti, più o meno della dimensione della Terra, intorno a una stella ora chiamata Trappist-1. Il fatto ancor più entusiasmante è che tutti e tre i pianeti orbitano abbastanza vicino alla loro fresca e debole stella da avere temperature di superficie che potrebbero rendere possibile la vita. Ovviamente, scoprire se c’è vita continua ad appartenere al regno della fantascienza. Ma non sono lontani i tempi in cui potremmo riuscire a trasformare la fantasia in fatto scientifico. Questa stella dista da noi solo 40 anni luce; è dunque abbastanza vicina perché, entro i prossimi dieci o vent’anni, si possa forse riuscire a vedere se uno di questi pianeti ha un’atmosfera dove cercare gas prodotti da creature viventi“. In passato “osservare le ombre di Venere e di Mercurio ci ha aiutato a comprendere la nostra posizione nell’universo fisico. Da ciò, ora sappiamo che la nostra stella non è l’unica stella e che la Terra non è l’unico mondo. In modo analogo, cercare le ombre degli altri pianeti intorno ad altre stelle aiuterà a plasmare il modo di comprendere il nostro posto nell’universo, specialmente se scopriremo che la nostra Terra non è la sola ad ospitare la vita. In entrambi i casi, è interessante che stiamo imparando da questi pianeti non vedendo loro, bensì le loro ombre. I filosofi scienziati del XVII secolo, come padre Gassendi, avrebbero colto l’eco del racconto dell’allegoria platonica di osservare le ombre in una caverna“.