Biotecnologie: ecco la carta d’identità del biotech italiano, in testa il settore biomedico

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Grazie al Rapporto 2016 “Le imprese di biotecnologie in Italia – Facts&Figures” realizzato da Assobiotec insieme all’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile. Dall’analisi del portafoglio di 77 aziende a capitale italiano emerge che vi sono almeno 249 progetti, 190 dei quali in fase di sviluppo preclinico o clinico. La carica innovativa delle red biotech trova applicazione anche in campo diagnostico attraverso lo sviluppo di metodiche che permettono di correlare la diagnosi a schemi terapeutici mirati sulle caratteristiche del paziente. Queste sono realtà che usano enzimi, prodotti da batteri, funghi e alghe in ambiti applicativi che vanno dalla riqualificazione di molti processi industriali alla produzione di energia e di bioprodotti. L’industria biobased italiana si e’ affermata a livello mondiale, in termini di competitivita’ tecnologica, nella produzione di biolubrificanti, pigmenti, solventi, detergenti, fitofarmaci, bioplastiche, fibre naturali e altri materiali che costituiscono un’alternativa ai prodotti della petrolchimica tradizionale. – Biotech nel settore agricolo e zootecnico.