Cibo: quanti insetti mangiamo senza saperlo?

Direste mai che i cibi che mangiamo abitualmente contengono comunemente anche frammenti di insetti? Non stiamo parlando di frutta e verdura acquistata direttamente dal contadino, caso in cui sarebbe anche comprensibile la presenza di lumache o moscerini, ma del cibo lavorato che consumiamo abitualmente. Caffè, marmellate, pane e farine spesso contengono gli insetti che mangiamo senza saperlo, e che finiscono lì durante i processi di lavorazione. Ancor più sconcertante è che non si tratta di una pratica illegale e, almeno in Italia, non esiste una legislazione abbastanza severa: questo perché ali, zampette e antenne non sono dannose per la salute.

Se ci spostiamo oltreoceano, la situazione è radicalmente diversa: gli Stati Uniti, infatti, hanno adottato in questo campo delle leggi ben precise. Sono massimo 50 i frammenti di insetti che possono essere contenuti in 50 grammi di prodotto. Una cifra che solo a leggerla ci provoca la nausea, ma che non è assolutamente esorbitante se paragonata alla concreta probabilità che parti di insetti finiscano nel nostro cibo durante il processo di produzione. A stabilire se i prodotti siano o no conformi a queste leggi è il filth test, che prevede che un campione di cibo venga prelevato e filtrato per separarlo dalle impurità, che verranno poi analizzate in laboratorio.

Alla luce di ciò, la quantità di insetti che mangiamo senza saperlo può essere notevolmente maggiore di quanto immaginiamo, tuttavia questa scoperta potrebbe almeno rivelarsi utile per mettersi finalmente a dieta e ridurre il consumo di cibo troppo lavorato.