Cina: il VIDEO shock dell’orso triste per colpa dei selfie

MeteoWeb

Il video dell’orso triste dalla durata di 1 minuto e 17 secondi sta letteralmente facendo inorridire il web, spezzando il cuore di coloro che amano gli animali e che non tollerano vederli versare in condizioni simili. Dove ci troviamo? Ovviamente in Cina, un Paese che, secondo la Animal Asia, associazione animalista che ha girato il video e che  si sta premurando per rendere nota questa incresciosa situazione, non ha chiaro il concetto di benessere degli animali, né si preoccupa di stabilire degli standard minimi che debbano essere rispettati per il loro trattamento.

Ma veniamo alla situazione ripresa nel video: ci troviamo in un centro commerciale nella regione di Guagzhou, dove è stato allestito un acquario con il solo scopo di attrarre i turisti e permettere loro di scattare selfie con gli animali evidentemente sefferenti. Tra questi, lui: questo magnifico orso polare che sembra quasi voglia scoppiare a piangere, steso immobile dietro il vetro spesso che lo separa dalla libertà e dalla vita. Tra tutti gli animali che si trovano al Granview Aquarium, quest’orso è sicuramente quello più straziato dal dolore, e non si capisce come un bambino o una famiglia possa considerare attrazioni del genere divertenti, e neanche come sia possibile voler scattare foto ricordo che immortalano una tale sofferenza.

La Animal Asia ha lanciato una petizione online per porre fine a questo martirio, ma sarà molto difficile raggiungere l’obiettivo. Dave Neale, uno dei dirigenti dell’associazione, ha infatti affermato: «Il Grandview ci ha fatto sapere che lavorerà per migliorare le condizioni degli animali. Ma sembra che i responsabili non si rendano neanche conto che così gli animali non possono essere detenuti, e sopravvivere».

Pare che passerà ancora molto tempo prima che questo adorabile orso polare possa tornare nel suo habitat naturale, tutto a causa di coloro che, senza umanità, utilizzano gli animali come attrazioni simili alle giostre dei parchi divertimento.