Scoperta la “legge degli abissi” che regola la biodiversità grazie alle stelle marine

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Scoperta la ‘legge degli abissi‘, che regola la biodiversità dei fondali oceanici in base a meccanismi differenti rispetto a quanto accade nelle acque più superficiali e sulla terra ferma: a svelarla, per la prima volta, è la distribuzione sui fondali di oltre 2.000 specie della stessa famiglia delle stelle marine, ricostruita su Nature da un gruppo di ricercatori australiani e britannici coordinati dal Museum Victoria di Melbourne. I risultati sono un importante passo avanti per la conservazione dei fondali oceanici, che ad oggi costituiscono l’ecosistema più vasto e meno esplorato del Pianeta. Per capire i meccanismi che lo governano, i biologi marini guidati da Skipton Woolley hanno ricostruito la distribuzione di 2.099 specie di stelle serpentine, localizzate nel corso di un migliaio di spedizioni in tutto il mondo.

I ricercatori hanno scoperto che la ricchezza di specie negli abissi (2.000-6.500 metri di profondità) culmina a latitudini maggiori rispetto che nella piattaforma continentale (20-200 metri) e nella scarpata continentale superiore (200-2.000 metri). Tutto ciò succede poiché a profondità inferiori la biodiversità è condizionata dalle variazioni di temperatura, invece negli abissi dipende dalla disponibilità di energia di tipo chimico, che riflette la presenza di cibo. Secondo i dati, poi, la biodiversità varia anche in relazione alla vicinanza al margine continentale.