Il deposito dei semi delle Svalbard: ultimo rifugio per la biodiversità mondiale

MeteoWeb

Nelle Isole Svalbard, un arcipelago a nord del Circolo polare artico appartenente alla Norvegia, esiste dal 2008 una sorta di “arca di Noè delle piante“: un rifugio della biodiversità, dove i semi di moltissime varietà e specie di piante esistenti sul pianeta Terra vengono preservate per il futuro.

La Svalbard Global Seed Vault è una struttura di calcestruzzo costruita all’interno della montagna, finanziata e gestita dalla Norvegia per costituire una riserva a favore della diversità genetica delle colture.

Furono scelte le isole Svalbard perché sono geograficamente isolate dai territori più abitati, ma facilmente raggiungibili con un volo di linea. Inoltre la Norvegia è un paese politicamente stabile, ragionevolmente al riparo da guerre e rivolte. Infine nelle isole vi sono le condizioni climatiche ideali per la conservazione dei semi per un lungo periodo: la Volta è costantemente a una temperatura di -18 ° C.

svalbard_semiOgni paese del mondo può inviare semi di piante presenti sul proprio territorio. Ne rimane proprietario e potrà attingere alla propria collezione nel caso in cui le banche del seme sul proprio territorio fossero andate distrutte. La FAO (l’organizzazione mondiale per il cibo e l’agricoltura) calcola che nei diversi paesi del mondo esistano circa 1700 collezioni di semi delle varietà coltivate; questa diversità può essere messa in pericolo da guerre o calamità naturali o anche semplicemente per mancanza di fondi, soprattutto nei paesi più poveri. Si perderebbe così per sempre una diversità che è una delle risorse più preziose della Terra.

Attualmente quasi tutti i paesi del mondo hanno depositato alle Svalbard le proprie riserve di semi. Si stima che nella banca del seme norvegese siano conservate circa 860 mila varietà.

La capacità dei semi di dar vita a una nuova pianta non sarà illimitata, ma varierà, a seconda della specie, da un minimo di 30-40 anni a un massimo di qualche secolo. Dovranno quindi essere rinnovati periodicamente per non far diventare questo enorme rifugio una sorta di museo senza utilità nella bio conservazione.

La “banca”  ha già dimostrato la sua utilità per l’ Afganistan e l’Iraq sconvolti dalla guerra. Nell’ottobre scorso un gruppo di ricercatori dell’International Center for Agricultural Research in Dry Areas (Centro internazionale per la ricerca agricola in aree aride) di Aleppo ha richiesto un prelievo dei propri semi. L’istituto di Aleppo era stato occupato e distrutto dall’Isis e i ricercatori si sono dovuti spostare a Beirut per poter continuare le proprie ricerche. Una volta ricostituito il patrimonio di semi li invieranno di nuovo alle Svalbard.