Disastro aereo EgyptAir: mistero sui colloqui del pilota, si cercano le scatole nere

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Sono passati quattro giorni dallo schianto del volo Parigi – Il Cairo dell’EgyptAir, ma ancora non è stata fatta piena luce sulla dinamica e sulle cause. Proseguono infatti, nel Mar Mediterraneo, le ricerche per localizzare le scatole nere dell’aereo, indispensabili per le indagini. Al momento ogni ipotesi resta in piedi. L’Egitto ieri ha annunciato l’invio di un robot sottomarino nel Mar Mediterraneo e una nave francese è attesa sul posto per partecipare alle operazioni di ricerca. Ed è giallo in merito alle ultime conversazioni del pilota dell’Airbus A320 della compagnia di bandiera egiziana. La Cnn ha pubblicato domenica l’estratto di una brevissima registrazione da cui emerge un dialogo più che sereno tra la torre di controllo di Zurigo e l’aereo, sopra lo spazio aereo svizzero.

Alcune fonti, in via non ufficiale, hanno però riferito di di un ‘mayday‘ lanciato dal capitano Mohamed Shoukair, in un colloquio di diversi minuti con controllori egiziani ai quali il pilota segnalava una rapida discesa per domare un incendio scoppiato a bordo. Il presidente dell’Egitto, Abdel Fattah al Sisi, ieri ha preso posizione e ha dichiarato che al momento “tutte le ipotesi sono possibili” e nessuna di queste è privilegiata. L’assenza di rivendicazioni, oltre che l’attivazione di allarmi sulla presenza di fumo a bordo e un’avaria del sistema dei comandi di volo, hanno rafforzato la tesi dell’incidente tecnico invece che quella dell’attentato.

Tra gli altri passeggeri c’erano due iracheni e altrettanti canadesi, oltre a cittadini di Algeria, Belgio, Gran Bretagna, Ciad, Portogallo, Arabia Saudita e Sudan. L’equipaggio era formato da sette persone e tre agenti di sicurezza a bordo. Navi e aerei degli eserciti di Egitto e Francia hanno scandagliato domenica, per il terzo giorno consecutivo, il mare tra Creta e la costa Nord dell’Egitto, cercando di localizzare la carlinga dell’Airbus A320 e le due scatole nere. Un aereo per la sorveglianza marittima ha “individuato domenica diversi oggetti galleggianti, probabilmente legati al velivolo“, ha riferito una portavoce della Marina francese. Le scatole nere non sono ancora state recuperate. Il suono dei segnali dei due registratori di volo in acqua può durare tra le quattro e le cinque prima che le batterie si esauriscano. La Francia da parte sua ha dispiegato un altro pattugliatore che arriverà oggi per partecipare alle ricerche. Il ministero del Petrolio egiziano ha inviato inoltre “un sottomarino in grado di scendere a 3mila metri” per localizzare le scatole nere, ha spiegato il presidente al Sisi. Fino a venerdì sera, il governo del Cairo, ma anche la stragrande maggioranza degli esperti era portata a propendere per l’ipotesi attentati e niente esclude, per gli esperti, che il fumo segnalato a bordo sia la conseguenza di un incendio volontario. L’ipotesi dell’esplosione di una bomba resta valida, ma non è tra le favorite.