Legambiente: 7 milioni di italiani in zone con elevato rischio idrogeologico

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E’ stato presentato oggi a Roma il dossier di Legambiente “Ecosistema Rischio 2016”, che offre un quadro non consolante sulla situazione del rischio idrogeologico in Italia.

Secondo il rapporto, ben sette milioni di italiani si trovano in aree esposte al pericolo di frane o alluvioni. In ben 1.074 comuni (il 77% del totale) sono presenti abitazioni in aree a rischio. Nel 31% dei comuni inoltre – emerge dai dati del dossier – sono presenti interi quartieri a rischio e nel 51% dei casi si trovano impianti industriali.

Un altro dato deve far riflettere sulla situazione in cui si trova l’Italia, in ritardo nella mitigazione del dissesto idrogeologico: la situazione degli edifici scolastici e delle strutture sanitarie. Nel 18% dei Comuni intervistati, nelle aree golenali o a rischio frana sono presenti strutture sensibili come scuole o ospedali.

L’urbanizzazione delle aree a rischio non è solo un fenomeno del passato: nel 10% dei Comuni intervistati sono stati realizzati edifici in aree a rischio anche nell’ultimo decennio. Inoltre la delocalizzazione degli edifici abitativi situati in aree a rischio è ancora una misura quasi del tutto inesistente: solo il 4% delle amministrazioni ha intrapreso interventi di delocalizzazione di edifici abitativi e l’1% di insediamenti industriali.

Sono in ritardo anche le attività finalizzate all’informazione dei cittadini sul rischio e i comportamenti da adottare in caso di emergenza: L’84% dei Comuni ha un piano di emergenza che prende in considerazione il rischio idrogeologico ma solo il 46% lo ha aggiornato e solo il 30% dei Comuni intervistati ha svolto attività di informazione e di esercitazione rivolte ai cittadini.

Tutti questi dati sono stati presentati nell’ambito della pubblicazione del dossier Ecosistema Rischio 2016, scaricabile in pdf a questo link. Si tratta di un’indagine sulle attività nelle amministrazioni comunali per la mitigazione del rischio idrogeologico, realizzata sulla base delle risposte fornite dalle amministrazioni locali al questionario inviato ai Comuni in cui sono state perimetrale aree a rischio idrogeologico (i dati si riferiscono quindi ai 1.444 Comuni che hanno risposto al questionario di Legambiente).