Energia: “favorire modello energetico fondato su gas e rinnovabili”

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Le fonti di energia rinnovabile giocheranno un ruolo sempre piu’ importante ma e’ necessario che abbiano un ‘compagno’ per compensare ogni necessita’. Per questo “occorre favorire lo sviluppo di un modello energetico fondato sul gas e sulle rinnovabili che e’ il ponte ideale per un futuro a basso carbonio, investendo sull’attuazione completa del mercato unico europeo del gas, in grado di dare a ogni Stato un’offerta di gas sicura, concorrenziale e diversificata“. Inoltre l’urgenza di ridurre le emissioni di carbonio per fronteggiare il cambiamento climatico “rende ancora piu’ importante la diversificazione energia, con un mix capace di sostenere la crescita economica facendo leva sui grandi investimenti fatti finora“. Il gas, secondo Descalzi, “puo’ conciliare competitivita’, sicurezza energetica e sostenibiita’ ambientale perche’ e’ una risorsa abbondante, che si trova vicino all’Europa ed e’ connessa attraverso numerose rotte di offerta“. Nel 2014 i sussidi nella Ue hanno raggiunto circa 75 miliardi di euro, pari a circa il 55% dei sussidi mondiali alle rinnovabili. Il risultato e’ stato, secondo Descalzi, che “questa strategia saggia ma senza alcun controllo sul mix energetico, ha aumentato i costi dell’energia e condotto a contraddizioni”. Secondo Descalzi oggi la Ue ha una capacita’ di importazione eccedente che puo’ soddisfare largamente i bisogni futuri. Non sol: la Ue ha la possibilita’ di trarre il massimo vantaggio della scoperta di nuovi grandi giacimenti nel Mediterraneo orientale e nell’Est Africa e ci si aspetta che il Delta del Nilo e il bacino del Levante abbiano tuttora un grande potenziale. A cio’ si aggiungono le risorse sostanziali gia’ scoperte in Libia. Per questo e’ necessario favorire la produzione domestica di gas, che dal decennio Duemila si e’ dimezzata in alcuni Stati Ue. Poi e’ necessario rafforzare la connessione interna alla Ue. Oggi i flussi di gas vanno da Est a Ovest e da Nord a Sud. “Cio’ vuol dire che ci sono forti limitazioni nel trasportare il gas dalla Spagna alla Francia, dall’Italia alla Germania, dalla Germania agli Stati dell’Est“, dice Descalzi. Ecco perche’ occorre sfruttare “l’enorme potenziale in termini di capacita’ di importazione dei due hub del sud italiano e spagnolo“.