Il 23% dei malati di epatite C ricorre a prodotti a base di erbe. La più comune è la silimarina, a cui seguono gli integratori a base di probiotici, zinco, glicirrizina e chlorella. Al momento però non è stata dimostrata l’efficacia. E’ questa la conclusione della newsletter mensile Clinical Digest, curata dal National Center for Complementary and Integrative Health (Nccih) americano. La silimarina non si è dimostrata più efficace di un placebo. Sui probiotici ci sono solo pochi studi, da cui non emerge con chiarezza che abbiano una qualche utilita’, cosi’ come sullo zinco e la glicirrizina, componente principale della radice di liquirizia (e che puo’ essere pericolosa nelle persone con ipertensione, problemi renali o cardiovascolari).
Epatite C: tanti malati ricorrono a prodotti a base di erbe, ma sono veramente efficaci?


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