Prosegue fino a domani all’Auditorium Parco della Musica l’undicesima edizione del Festival delle Scienze – prodotto dalla Fondazione Musica per Roma in collaborazione con Codice. Idee per la Cultura e con la partnership scientifica di ASI – Agenzia Spaziale Italiana, INFN – Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e Università degli Studi di Roma “La Sapienza” – dedicato alla Relatività.
QUI E’ POSSIBILE SCARICARE IL VIDEO DEL FESTIVAL (CREDITI MUSACCHIO&IANNIELLO)
DI SEGUITO IL PROGRAMMA DI DOMANI, DOMENICA 22 MAGGIO
| Ore 10.30 Sala Petrassi |
Lectio magistralis Una teoria del tutto è possibile? Interviene Giovanni Amelino Camelia, professore di Fisica all’Università “La Sapienza” di Roma Introduce Vittorio Bo, co-direttore Festival delle Scienze Nell’anno in cui si festeggia l’osservazione delle onde gravitazionali, ennesima vittoria del “giovane Einstein”, un grande fisico teorico ci propone una nuova prospettiva sull’intero percorso scientifico di Einstein, tracciando una linea netta tra il fenomenale Einstein giovane, che in undici anni fece scoperte degne perlomeno di quattro premi Nobel, e lo scienziato molto diverso che Einstein diventò nei successivi quarant’anni, dopo aver ottenuto la fama internazionale. E se il “vecchio Einstein” può essere definito uno studioso piuttosto sterile e almeno in parte responsabile del mito della “teoria del tutto” che ancora oggi produce un vasto spreco di risorse destinate alla scienza, l’incontro con Amelino Camelia si conclude proponendo una riflessione sulla possibilità che questi due aspetti molto diversi del più grande scienziato di tutti i tempi possano essere presi in considerazione nell’affrontare il problema dell’unificazione di gravità e meccanica quantistica. .
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| Ore 12
Sala Petrassi
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Lectio magistralis Onda su onda, la radioastronomia da Marconi ad Einstein Interviene Nicolò D’Amico, presidente di INAF – Istituto Nazionale di Astrofisica Introduce Marco Cattaneo, direttore di “Le Scienze” e “National Geographic Italia” Si può dire sia nata per caso. Da circostanze del tutto occasionali e a seguito di una delle più fortunate invenzioni della storia della tecnologia: la radio di Guglielmo Marconi. Oggi la radioastronomia è una scienza di punta, frontiera di una ricerca che ci permette di spingere lo sguardo ai confini dell’universo, di verificare la teoria della Gravitazione di Albert Einstein, di scoprire che esistono nella nostra Galassia dei veri e propri “orologi cosmici”. Il mondo di domani parla di astronomia.
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| Ore 15
Sala Petrassi
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Dialogo La scoperta delle onde gravitazionali Intervengono Fulvio Ricci, INFN – Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, responsabile esperimento VIRGO Bangalore Sathyaprakash, professore di Fisica Gravitazionale alla Cardiff University (UK) – LIGO Introduce Marco Cattaneo, direttore di “Le Scienze” “National Geographic Italia” Le idee di Einstein sullo spazio, tempo e gravità hanno completamente trasformato la nostra comprensione dell’universo. Esperimenti ingegnosi hanno mostrato che la gravità rallenta il flusso del tempo, curva i raggi di luce, porta alla formazione di buchi neri e supporta l’idea che l’universo è stato creato con il big bang. L’ultima predizione di Einstein verificata sperimentalmente sono state le onde gravitazionali, puri elementi nella geometria dello spazio-tempo. La rivelazione delle onde gravitazionali permette di osservare zone del cielo nascoste, come ad esempio ciò che si ammassa al centro delle galassie, e contribuendo in modo del tutto nuovo allo studio dell’origine e l’evoluzione dell’universo. In particolare, la rivelazione diretta delle onde gravitazionali è uno sforzo che si protrae ormai da più di 40 anni ed ha visto degli enormi progressi in termini di sensibilità dei rivelatori. La prima rivelazione diretta di un segnale di questo tipo è già avvenuta grazie ai due rivelatori avanzati LIGO a cui presto si affiancherà Virgo in Europa. In questa conferenza, il professor Fulvio Ricci e il professor Sathyaprakash Bangalore, raccontano questa emozionante scoperta e spiegano in modo semplice il principio di misura e le caratteristiche degli apparati sperimentali che sono stati sviluppati in questi anni.
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| Ore 17
Sala Petrassi
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Lectio magistralis Le stelle del cinema Interviene Roberto Battiston, Presidente ASI – Agenzia Spaziale Italiana Introduce Amedeo Balbi, astrofisico, ricercatore all’Università di Roma “Tor Vergata” Vedere il lander Philae che dopo aver viaggiato per 10 anni attraverso lo spazio profondo insieme alla sonda Rosetta atterrava sulla cometa Churyumov-Gerasimenko è stato un grande evento scientifico globale. Le immagini erano vere, e allo stesso tempo sembravano il trailer di un film di fantascienza. La tecnologia e la cultura scientifica che servono a realizzare a un grande film di fantascienza come Interstellar hanno raggiunto livelli altissimi, al punto che il limite tra verità e finzione è sempre più complesso, intrecciato e affascinante.
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| Ore 19
Sala Petrassi |
Lectio magistralis Apriti sesamo – una sorgente di luce nel Medio Oriente Interviene Eliezer Rabinovici, vice presidente CERN/SESAME, Racah Institute of Physics, Hebrew University, Gerusalemme Introduce Vittorio Bo, co-direttore Festival delle Scienze La lezione di E. Rabinovici è come un viaggio in un vero e proprio universo parallelo, in cui diversi scienziati del Medio Oriente lavorano per una causa comune da oltre vent’anni e che conduce il pubblico a scoprire in che modo in Giordania si stia costruendo una sorgente di luce di alta qualità chiamata SESAME. Un viaggio che fa tappa in Italia, nel deserto del Sinai, al Cern, a Parigi, a Gerusalemme e ad Amman. Il progetto SESAME, che vede la collaborazione di Bahrain, Cipro, Egitto, Iran, Israele, Giordania, Pakistan, Autorità Nazionale Palestinese e Turchia, è stato avviato più di venti anni fa e l’inizio dell’attività della fonte di luce è previsto per il 2017. SESAME troverà applicazione in progetti scientifici di archeologia, biologia, chimica, scienze ambientali, scienza della materia, farmacologia e fisica.
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