Firenze, voragine lungarno: la causa è “umana”, ora si lavora “pancia a terra per ricostruire”

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Si è verificato “un evento importante, che ha colpito una parte importante della citta’: ne avevamo contezza fin dai primi momenti, visto che i collegamenti con vigili del fuoco, protezione civile regionale e sindaco sono stati immediati. Ma la percezione ‘dal vivo’ conferma quella che avevamo gia’ avuto: la gestione dell’emergenza mi sembra sia stata molto efficiente“: queste le parole del capo della Protezione civile nazionale Fabrizio Curcio al termine del sopralluogo di stamani sul cantiere della voragine sul lungarno Torrigiani a Firenze. “I contatti preliminari sono stati immediati, si sono fatte le unita’ operative, si sono prese le decisioni giuste ovviamente il disagio c’e’, perche’ in queste occasioni il disagio c’e’ sempre per i cittadini, ma credo che l’importante sia minimizzare, anche perche’ qua si sta facendo quello che si puo’, ed e’ molto“. L’importante “e’ che non si e’ fatto male nessuno: questo e’ il dato piu’ rilevante, c’e’ stata la tempestivita’ dell’azione operativa immediata, la chiusura della strada, l’intervento, ed e’ un segnale importante. Ora bisogna lavorare, come infatti si sta facendo“. Al momento “si sta facendo un ragionamento sui dati satellitari che come sapete sono stati attivati. Nelle prossime ore questi dati si possono avere, ma ricordiamo che questi dati vanno anche un po’ interpretati, verificati, analizzati, studiati, capiti in relazione all’evento“.

La causa della voragine è “umana”

LaPresse/Bianchi/Lo Debole
LaPresse/Bianchi/Lo Debole

Io non faccio l’accusatore, ma credo che sia ormai chiaro, nonostante qualcuno gia’ nelle prime ore provasse a dire il contrario, che qui non c’e’ una causa naturale. E se non e’ una causa naturale, e’ umana. Questo e’ il punto,” dichiara al termine del sopralluogo sul cantiere il sindaco Dario Nardella. “Porteremo le prime documentazioni che ci sono state trasferite da Publiacqua e le valutazioni tecniche sulla dinamica. Spieghero’ tutto quello che sono in grado di spiegare e che mi e’ stato riferito dai tecnici di Publiacqua. Ma soprattutto descriveremo il lavoro che abbiamo a fare a meno di 24 ore dall’emergenza. Ovvero la costituzione del comitato operativo, il modo con cui procederemo per ripristinare tutto quello che e’ stato distrutto nell’arco dei cinque mesi che mi sono dato come obiettivo, come termine ultimo“. “Il lavoro dell’universita’ sul monitoraggio e’ di grande aiuto, cosi’ come l’impiego delle migliori professionalita’, dai geologi, agli ingegneri. Questa, ora, e’ la cosa piu’ importante perche’, grazie a Dio, non sono state sacrificate vite umane ne’ feriti. Una vita umana non si puo’ recuperare ma una cosa la si puo’ ricostruire, noi siamo in grado di ricostruire bene, meglio di prima, lungarno Torrigiani“. “Con il capo della protezione civile ci siamo sentiti sin dalle primissime ore dell’emergenza. Non sono cose che succedono sempre, io credo che vada riconosciuto. In 12 ore noi abbiamo risolto l’emergenza che ha interessato 400.000 persone. Non bisogna dare atto a me di questo, ma ai vigili del fuoco, la polizia municipale, la protezione civile, il genio civile: un lavoro straordinario. Quando si dice che in Italia non si sanno gestire le emergenze in questo caso non e’ andata cosi’, e’ andata al contrario. Ora siamo impegnati pancia a terra per ricostruire“.