Incendio Pantelleria: “siamo di fronte ad un disastro ambientale senza precedenti”

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Da sempre Montagna Grande è l’oasi verde di Pantelleria con i pini marittimi. Questo tesoro naturalistico non esiste più, devastato da un incendio che per tre giorni ha devastato l’isola. Lo ha scatenato un “gruppo di imbecilli e criminali” che si oppongono all’istituzione del Parco. Le fiamme sono partite contemporaneamente da vari punti. Alimentate dal vento, si sono propagate in modo incontrollabile e hanno attacco posti fondamentali per il turismo come: Rekele, Siba’, Fossa del russo, Kuddia Antalora, Tracino, monte Ghibele e Balata dei turchi sulla costa.

Quattro Canadair hanno scaricato i loro getti sulle colline in fiamme e solo al terzo giorno sono riusciti a contenere i roghi, ma non a domarli. Siamo di fronte a un disastro ambientale senza precedenti” dice il sindaco che ha gia’ chiesto la dichiarazione dello stato di emergenza. I danni sono ingenti. In più punti si sono verificate piccole frane, che non possono essere arginate dalla rete di contenimento completamente distrutta da un immenso rogo. Molte localita’ sono anche irraggiungibili. Danneggiati pure i sistemi di comunicazione ora alimentati da un gruppo elettrogeno attivato dall’Aeronautica militare e dall’azienda elettrica locale. E’ un attacco mirato e programmato” per il quale il sindaco Gabriele chiama in causa i “criminali collegati a certe sacche di resistenza subdola“, schierati contro l’istituzione del Parco nazionale. Si tratta di un progetto che Gabriele aveva lanciato durante il suo precedente mandato. Il Parco viene sostenuto da una larga fascia della popolazione e da comitati spontanei che lo considerano un’occasione di sviluppo.