In India, c’è una riserva, nella città di Tikamgarh, che è divenuta la principale fonte di acqua potabile della zona. La municipalità ha dovuto arruolare delle guardie per proteggere le acque dai contadini, che ne richiedono per i loro campi. “Non abbiamo mai visto qualcosa di simile a Tikamgarh. Questa volta la crisi dell’acqua è grave e colpisce tutta la regione del Bundelkhand e in modo particolare la municipalità di Tikamgarh. Stiamo facendo del nostro meglio per proteggere l’acqua 24 ore su 24 con i fucili“. “Il livello dell’acqua non ha smesso di calare negli ultimi sei-sette anni nella regione, dato che le piogge ricevute sono state più scarse del solito per sette, otto anni di fila. Speriamo che quest’anno cada più pioggia e che tutto torni alla normalità“. Questo agricoltore di 32 anni ha lasciato i suoi campi, ormai sterili, per lavorare in città: “Mia madre vive con me, mi occupo anche del mio fratello minore e dei miei figli. Faccio dei lavoretti, alle volte c’è lavoro, alle volte no. Dobbiamo sopravvivere con un solo pasto ogni due giorni“. Le autorità indiane hanno sbloccato dei fondi per le regioni colpite. La crisi dell’acqua, che uccide i raccolti e il bestiame peserà sull’economia del paese, dove il settore agricolo impiega il 60% della popolazione.
India: unica fonte di acqua potabile “sotto controllo”


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