Se una rondine non fa primavera è anche vero che non è primavera senza le rondini. Da sempre questi piccoli uccelli (Hirundo rustica è il nome scientifico della rondine comune) sono il simbolo della bella stagione che ritorna. Al loro arrivo in primavera, hanno alle spalle un lungo viaggio dall’Africa, a volte anche di diecimila chilometri di lunghezza. Ripartiranno in settembre-ottobre per svernare nei territori caldi dell’Africa centrale e meridionale.
Le rondini sono esclusivamente insettivore, si nutrono quindi solo di insetti: soprattutto mosche, zanzare, tafani, che cacciano in volo tenendo il becco aperto. Un becco molto corto ma capace di spalancarsi al massimo. Contribuiscono così a limitare il numero di questi insetti nocivi e fastidiosi.
Le rondini non si posano volentieri a terra: lo fanno solo per raccogliere il fango necessario a costruire il nido. Il loro regno è l’aria, dove compiono evoluzioni acrobatiche con picchiate vertiginose e rapidi cambi di traiettoria, sfiorando a gran velocità gli ostacoli senza mai urtarli. Un tempo nidificavano sulle pareti rocciose, ma sono ormai molti secoli che sfruttano gli insediamenti umani. I nidi sono costituiti da fango impastato con saliva e imbottiti con erbe e piume. Hanno la forma di un quarto di sfera. A volte vengono restaurati i nidi dell’anno precedente.
Le rondini erano molto diffuse fino a pochi decenni fa, soprattutto in campagna, dove costruivano il nido nelle stalle e nei fienili.
Oggi sono sparite le stalle tradizionali sostituite da quelle moderne in cui non vi sono appigli per costruire i nidi. La semplificazione degli ambienti agrari dovuta alla monocoltura ha ridotto anche fossi e siepi, importanti fonti di caccia per le rondini.
L’uso massiccio di antiparassitari ha aggravato la loro situazione alimentare sia perché riduce il numero degli insetti, sia perché gli uccelli vengono avvelenati dalle loro stesse prede. Per tutti questi motivi il loro numero è notevolmente diminuito rispetto al passato e si stima che in Europa ci sia stato un calo del 40% in dieci anni.
Spesso, sia in città che in campagna, vengono confuse con i balestrucci (Delichon urbica) che hanno le stesse abitudini di nidificazione sotto i cornicioni o i porticati e una modalità di volo simile a quella delle rondini.
Per riconoscere le rondini bisogna essere capaci di osservarle nei brevi momenti in cui si avvicinano. Si riconoscono per il piumaggio blu scuro sul dorso, la macchia rossiccia della fronte e della gola e per la coda più lunga e forcuta. In città nidificano anche in luoghi insoliti, sopra le scatole della corrente elettrica o le lampade, nelle rampe di accesso dei garage o sotto i cavalcavia, dovunque ci sia un luogo riparato, ma aperto che fornisca appigli per il nido.


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