Nel 2016 ci sono oltre 150 mila italiani in meno: a tanto ammonta il differenziale negativo tra nuovi nati e morti, dati record allarmanti sul crollo delle nascite che hanno fatto parlare il ministro della Salute Beatrice Lorenzin di “crac demografico”, proponendo una serie di interventi, a partire dal raddoppio del bonus bebe’. I numeri parlano da sé: secondo l’Istat nel 2015 le nuove nascite sono state 488 mila, 8 per mille residenti, quindicimila in meno rispetto al 2014, toccando il minimo storico dalla nascita dello Stato Italiano. Dato che i decessi l’anno scorso sono stati 653mila, ne deriva una dinamica naturale della popolazione negativa per 165 mila unità (parzialmente mitigata dagli ingressi degli immigrati).
Il ricambio generazionale non solo non viene più garantito da nove anni, ma continua a peggiorare (da -7mila unità nel 2007 a -25mila unità nel 2010, fino a -96 mila nel 2014) e a tutto ciò si accompagna la scelta di rinviare sempre più il momento in cui avere figli: l’età media delle madri al parto si porta a 31,6 anni contro i 31,5 del 2014 (31,3 nel 2010).


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