Made in Italy: il settore dell’ortofrutta perde contro la Georgia ed il Perù

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Il comparto dell’Ortofrutta made in Italy con un export di 8 miliardi di euro supero qualsiasi altro comparto agroalimentare. Questo settore ha perso quote di mercato dove hanno trovato maggiori spazi la Georgia per le nocciole ed il Perù per l’uva. Nell’ultimo decennio, la quota dell’Italia è scesa dal 5,1% al 3,6% mentre rispetto all’export il peso dei nostri prodotti è diminuito. A dichiararlo è il  “Rapporto Nomisma – Unaproa sulla Competitivita’ del Settore Ortofrutticolo Nazionale“, presentato oggi a Roma, che, anche in questa fase di crisi, individua elementi per recuperare terreno.

Ci salveranno kiwi e mele nei nuovi mercati” ha sintetizzato Denis Pantini, direttore area Agricoltura e Industria Alimentare di Nomisma, tra i curatori del Rapporto. “Se e’ vero che la Cina e’ diventato un competitor agguerrito – ha osservato l’analista economico – e’ anche vero che il mercato cinese nel 2015 ha importato qualcosa come 8,6 miliardi di dollari di Ortofrutta fresca, il 631% in piu’ rispetto a dieci anni prima. Di questa apertura ne hanno beneficiato anche le nostre imprese: la Cina, con una quota del 5%, rappresenta il quinto mercato di esportazione del nostro kiwi, dopo Germania, Spagna, Francia e Stati Uniti, evidenziando come per le nostre produzioni a piu’ lunga conservazione (kiwi appunto ma anche mele), il mercato d’oltremare sia quello con le prospettive di crescita piu’ rilevanti“. Intanto l’Italia, negli ultimi due anni mostra una parziale ripresa dei consumi di frutta e ortaggi.

L’aggregazione e l’integrazione di filiera – ha concluso il vice ministro alle Politiche agricole Andrea Oliverosono leve indispensabili per il rafforzamento della competitivita’ dell’Ortofrutta italiana. Siamo arrivati a un punto di svolta, ma il livello di aggregazione non ci lascia tranquilli. Intanto il Mipaaf ha lavorato con le banche affinche’ tornino a leggere la solidita’ delle attivita’ agricole che non ha pari. Ora siamo disponibili a un confronto con le Regioni per iniziare a lavorare sul Piano Strategico per il settore Ortofrutta e sulla Cabina di Regia a una condizione che, come avvenuto per il Biologico, si sia corresponsabilita’“.