Continuano gli allarmi lanciati per la scoperta di batteri sempre più resistenti agli antibiotici. Negli Stati Uniti, una donna in Pennsylvania è stata infettata da un ceppo di escherichia coli super resistente. “L’era post-antibiotici, nella quale infezioni comuni e lievi ferite possono diventare mortali, ormai lontana dall’essere considerata una fantasia apocalittica, e’ diventata invece una reale possibilita’ del XXI secolo“. A dichiararlo è Keiji Fukuda, Vicedirettore per la Sicurezza Sanitaria dell’Oms, all’interno della prefazione al primo Rapporto Globale sulla resistenza antimicrobica.
Da allora i bollettini epidemiologici di tutto il mondo hanno registrato solo un aumento di infezione di batteri resistenti a questo o quel tipo di antibiotico. Sia i Centers For Disease and Control (CDC) Americani che i loro omologhi europei hanno infatti attivato sistemi di sorveglianza molto accurati sulla diffusione dei superbugs. Vytenis Andriukaitis, commissario europeo per la salute e la sicurezza alimentare, ha affermato: “Ogni anno nell’UE le infezioni causate da batteri antimicrobico-resistenti causano circa 25 000 decessi, e la minaccia non e’ confinata alla sola Europa. Si tratta di un problema mondiale che richiede una soluzione mondiale“. In Nigeria, alcuni studi suggeriscono che l’88% di infezioni da Staphylococcus aureus non possono essere trattate con meticillina. Questo problema è maggiormente avvertito nei paesi del BRIC: Brasile, Russia, India e Cina.
In Italia la resistenza alla meticillina supera il 38 per cento, si tratta di un’emergenza non trascurabile, e’ stato stimato che le persone affette da MRSA (methicillin-resistant Staphylococcus aureus) hanno il 64 per cento di probabilita’ di morte in piu’ rispetto alle persone che non hanno sviluppato un’infezione resistente ai farmaci.


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