Negli Stati Uniti, la nuova frontiera per combattere la dipendenza da oppiacei, l’epidemia tornata famosa dopo la morte inattesa del cantante Prince del 21 aprile scorso, sta in un oggetto minuscolo. Si tratta di un dispositivo sottocutaneo conosciuto come Probuphine pensato per rilasciare buprenorfina, farmaco usato per il trattamento delle dipendenze da sostante derivanti dall’oppio e che ogni giorno costano la vita a 80 americani. Questo farmaco punta a ridurre il desiderio di eroina e di antidolorifici potenti. Il prodotto è stato realizzato dalla californiana Titan Pharmaceuticals insieme al partner Braeburn Pharmaceuticals (che riceverà royalty dalle vendite) è il primo nel suo genere.
Il dispositivo è un’alternativa più sicura e attraente del metadone, l’analgesico oppiaceo usato per ridurre l’assuefazione nella terapia sostitutiva della dipendenza da stupefacenti. Secondo la Fda, Probuphine va usato come parte di un trattamento più ampio della dipendenza che include consulenza e altre forme di sostegno. I dottori che impiantano il dispositivo devono ricevere un training specifico per garantire un inserimento ed una rimozione corretti. Certo è che si tratta di un passo avanti nella cura di quella che per il Centers for Disease Control and Prevention – l’ente statunitense preposto alla salute pubblica – considera un’epidemia nazionale: le morti di overdose legate a farmaci oppiacei venduti con prescrizione medica è quadruplicato dal 1999.”L’abuso di oppiacei ha avuto un bilancio devastante sulle famiglie americane. Dobbiamo fare tutto quello che possiamo per creare opzioni di trattamento nuove e innovative che possono aiutare i pazienti a riprendere il controllo delle loro vite“, ha detto in un comunicato Robert M. Califf, commissario della Fda.


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