Seta per conservare campioni di sangue a lungo, senza refrigerazione, anche in zone particolarmente isolate. Un’équipe di ricercatori americani ha messo a punto una sorta di gel, a partire dalla fibra naturale, in grado di conservare i campioni sanguigni inalterati per 84 giorni a temperature che vanno fino a 45 gradi. I risultati di questo studio, che potrebbe rappresentare una svolta fondamentale per le cure mediche e la diagnosi di molte malattie in alcuni Paesi in via di sviluppo, sono stati pubblicati su ‘Pnas’.
In molte zone non industrializzate del pianeta, oltre il 67% degli errori associati ad analisi mediche è legato alla perdita di qualità dei campioni biologici, dovuta al trasporto ai centri analisi. I ricercatori hanno cercato una soluzione al problema utilizzando una matrice di proteine di seta (fibroina) estratta dai bozzoli dei bachi. La sostanza, debitamente purificata e preparata in laboratorio, può essere mescolata con il sangue. In questo caso si forma una pellicola di pochi centimetri, leggermente solida, che incapsula il fluido. Così ‘avvolto’ il sangue si conserva a temperature che vanno dai 22 ai 45°C. E per recuperare intatto il campione, basta semplicemente sciogliere fibroina in acqua. Questa possibilità di ‘inglobamento’ non è offerta solo dalla seta, ma la fibra naturale offre la robustezza necessaria pur rimanendo molto maneggevole. La proteina della seta, inoltre, permette più precisione rispetto ad altre forme di conservazione.
Lo stoccaggio del sangue a -20°C è efficace, ma presenta limitazioni. Ad esempio la proteina C-reattiva, biomarker di infiammazione, viene danneggiata durante lo scongelamento (perdita del 20%), mentre rimane perfettamente integra utilizzando la seta. Un altro metodo a basso costo consiste nell’essiccare il sangue su carta speciale. Ma la tecnica ha scarsa resistenza alle alte temperature.


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