Nel comune di Anguillara Sabazia, paese in provincia di Roma sulle rive del lago di Bracciano, fu scoperto nel 1989 il più antico villaggio su palafitte dell’Europa occidentale, risalente al Neolitico. Il sito è attualmente sommerso dalle acque del lago e si trova a circa 10 metri di profondità, ad una distanza di 360 m dalla riva. Il villaggio fu scoperto per caso durante i lavori per la posa in acqua di un nuovo acquedotto.
Nel corso di successive campagne di scavo condotte dal Museo Nazionale Preistorico Pigorini di Roma furono ritrovati numerosissimi manufatti di pietra: asce, accette, falcetti, macine, pendagli, perline.
Il villaggio risale a un periodo stimato in circa ottomila anni fa, in pieno Neolitico, un’epoca in cui non si conoscevano i metalli ed acquistavano così particolare importanza pietre adatte ad essere scheggiate. Una di queste era l’ossidiana, di origine vulcanica. Quella del sito di Bracciano proveniva in particolar modo dall’isola di Palmarola e da Lipari. I commerci marini erano fiorenti anche allora.
Sono state trovate anche molte derrate alimentari: soprattutto semi di cereali coltivati (farro, frumento e orzo), ma anche legumi (ceci, fave, lenticchie). Numerosissimi sono anche i resti di specie selvatiche consumate: fragole, more, lamponi, corniole, fichi, ciliegie, prugne, pere e mele. Ed ancora nocciole, mandorle, ghiande, vinaccioli di vite, lino, utilizzato per ricavarne olio o fibra. Tutti questi resti sono una formidabile testimonianza di ciò che si coltivava a quel tempo e dei cibi a disposizione dei nostri antenati.
I semi erano contenuti in recipienti di argilla di forme e dimensioni molto varie, alcuni decorati con motivi impressi sull’argilla ancora tenera con il bordo della conchiglia Cardium, altri con le dita, o con punteruoli e cannucce.
È stato rinvenuto anche un edificio di culto con una statuetta di steatite di “Dea Madre”, divinità della fertilità ed abbondanza.
Un rinvenimento importante è quello di ben cinque piroghe, la cui particolarità è quella di esser scavate da un unico tronco d’albero.
Tutti i materiali rinvenuti sul fondo del lago di Bracciano sono esposti al Museo Nazionale e Preistorico Etnografico. In questo museo, particolarmente adatto anche ai bambini, oltre alla visita dei reperti e la descrizione degli scavi di Bracciano, si può fare una lunga passeggiata nella preistoria, conoscendo le abilità e i modi di vita dei nostri antichissimi antenati. Un buon modo per accostarsi alla conoscenza della vita nella preistoria soprattutto italiana ed in particolar modo laziale.


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