Renzi sulla fuga di cervelli all’estero: “è la più grande presa in giro

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La storia dei cervelli all’estero ritengo sia la piu’ grande presa in giro degli ultimi vent’anni anni. L’idea che si va all’estero perche’ si e’ bravi e si resta in Italia perche’ cretini, sara’ anche per un fatto personale, sara’ un conflitto di interessi, non e’ concepibile“. Matteo Renzi, parlando a cento studenti a Milano, ha poi fatto un esempio ricordando un viaggio in California con la famiglia dove “ho trovato uno che faceva benissimo il cameriere a San Francisco e mi ha detto: ‘io sono un cervello all’estero’, allora ho risposto: ‘e io sono un pancreas in patria’. Ma che discorso è“, si e’ chiesto il premier secondo il quale “in un mondo che cambia e’ normale che ci fa ricerca, ma non solo, vada a fare esperienza all’estero. Vuoi andare all’estero? Vai!. Il mio compito – ha spiegato – non e’ bloccarti, ma costruirti un terreno vivo in cui se torni puoi stare in un ambiente migliore di quello che hai lasciato all’estero“. “Attrarre intelligenze e’ fondamentale e noi abbiamo tutto per attrarle, ci manca la consapevolezza“. Secondo Renziabbiamo una scuola che non e’ la peggiore del mondo come raccontano le classifiche. E’ una scuola da cui escono ragazzi di livello, la scuola in America e’ piu’ organizzata ma la qualità dell’ educazione in Italia non e’ peggiore della scuola americana, anzi io dico che e’ migliore. Dobbiamo continuare ad investire” per migliorare.