Il Portogallo ha appena compiuto uno storico passo avanti nella riduzione della dipendenza da combustibili fossili. Per quattro giorni, all’inizio di questo maggio 2016, ha utilizzato unicamente energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili: acqua, vento e Sole.
È successo fra le 6.45 di mattina del sabato 7 maggio 2016 e le 17.45 del mercoledì 11 maggio, per ben 107 ore. I dati sono stati diffusi dal Governo portoghese, registrati dall’Associação Sistema Terrestre Sustentável. È la prima volta che succede in un paese industrializzato. A rendere più significativo questo traguardo è il fatto che l’autosufficienza energetica sia stata raggiunta anche in giorni lavorativi.
In quei quattro giorni l’energia consumata nel paese iberico proveniva soprattutto da centrali idroelettriche e centrali eoliche. Il Portogallo ha la fortuna di avere sul suo territorio corsi d’acqua importanti (qui sfociano alcuni dei fiumi più importanti della Penisola Iberica come il Duero (Douro in portoghese) ed il fiume Tago (che passa per Lisbona). Inoltre soffiano venti costanti ed impetuosi, grazie alla presenza dell’Oceano Atlantico.
In quei giorni una importante perturbazione ha lasciato sul territorio iberico abbondanti precipitazioni, accompagnate da venti sostenuti. Il risultato è stato davvero positivo per il bilancio energetico del paese.
Il Portogallo diventa così il primo paese dell’Unione Europea a raggiungere per quattro giorni di fila l’indipendenza energetica. La notizia arriva a pochi giorni dal record registrato in Germania sempre ad inizio maggio, quando per alcune ore il paese ha raggiunto l’autosufficienza energetica. Un altro segnale positivo in questo senso è arrivato recentemente dall’Uruguay.
Nel 2014 il 27% dell’energia consumata in Portogallo proveniva da fonti rinnovabili, contro il 16,2% della Spagna ed il 17,1% dell’Italia. C’è ancora molto da fare, tuttavia il Portogallo ha davanti molte possibilità, visto anche il ridotto sviluppo del settore fotovoltaico, che permetterebbe di produrre una buona dose di energia, e le enormi possibilità che aprono le nuove tecnologie per lo sfruttamento dell’energia eolica offshore e la potenza delle maree e delle correnti marine.


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