Salute, Istat: il titolo di studio influenza la speranza di vita

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In Italia il titolo di studio incide sulla speranza di vita, soprattutto per gli uomini. E’ quanto emerge dal Rapporto annuale 2016 dell’Istat. Ad esempio, a 25 anni di età, i cittadini con basso titolo di studio (al massimo la licenza media) hanno uno svantaggio nella speranza di vita di 3,8 anni rispetto ai laureati, mentre la differenza è di 2 anni tra le donne. Ancora più netta la distanza tra laureati e persone che hanno conseguito al massimo la licenza elementare: 5,2 anni per gli uomini e 2,7 per le donne. L’effetto del titolo di studio si mantiene rilevante anche tra gli anziani (over 65), con un vantaggio per uomini e donne con titolo di studio elevato rispettivamente di 2 e 1,2 anni di vita. Le diseguaglianze più pronunciate nella speranza di vita a 25 anni si osservano nei Paesi dell’Europa orientale, dove il divario tra titolo di studio alto e titolo basso supera gli 11 anni di vita tra gli uomini, con un picco di 15 anni in Estonia. La graduatoria dei Paesi Ocse per cui è disponibile l’analisi rimane sostanzialmente invariata a 65 anni, con distanze più contenute che comunque, tra gli uomini, superano i 6 anni nella Repubblica Ceca, in Cile e Ungheria. L’Italia si colloca però tra i Paesi più ‘virtuosi’: le differenze per titolo di studio sono decisamente contenute, almeno in termini comparativi. (AdnKronos)