Salute, si conclude a Torino il congresso europeo di ginecologia e ostetricia

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Con 140 sessioni e training, in due giorni e mezzo di Congresso, 300 relatori, più di 1.000 partecipanti da 76 Paesi del mondo si chiude oggi il 24° Congresso Europeo di Ostetricia e Ginecologia EBCOG 2016 uno dei più importanti appuntamenti internazionali della disciplina che ha trasformato Torino nel centro di dibattito internazionale. Presenti i maggiori esponenti delle principali organizzazioni mondiali che si occupano di salute (Organizzazione Mondiali della Sanità, Fondo delle Nazioni Unite per la popolazione, Federazione Internazionale di Ostetricia e Ginecologia). Tra i temi trattati si è parlato moltissimo di microbioma, ovvero il sistema di microbi (“buoni” e “cattivi”) che ogni persona porta con sé nella vita quotidiana e che è strettamente legato all’ambiente e allo stile di vita. Entrando in contatto con il feto, il microbioma materno condiziona la salute del nascituro nella fase prenatale, influenzandone la salute già prima della nascita. Si è insistito sull’importanza di prepararsi alla gravidanza in modo da poterla affrontare nelle condizioni più ottimali possibili in termini di peso corporeo, qualità dell’alimentazione, supplementazione con acido folico e eventuali altri micro nutrienti, attività fisica e controllo di eventuali patologie preesistenti. Già solo con queste semplici azioni si sarebbe in grado di ridurre in modo significativo il rischio di complicanze materne e fetali, in particolare il parto pretermine, e di influenzare positivamente la salute delle future generazioni con importanti ricadute a lungo termine sull’intera collettività.

ginecologiaIl congresso è stata l’occasione per un confronto internazionale sulle più recenti novità in ambito ostetrico e ginecologico, come la nuova terapia medica per la cura dei fibromi, in alternativa alla strada chirurgica normalmente percorsa. Altri temi approfonditi sono stati la contraccezione e la menopausa, per le quali sono entrati in commercio nuovi farmaci in grado di rendere il trattamento sempre più “su misura” per ogni singola donna. Nello stesso tempo è stata evidenziata come sia fondamentale un’attività di prevenzione dei disturbi connessi a questa fase, attraverso un’attività fisica costante, un impegno della mente (è dimostrato che le persone culturalmente attive vivono più a lungo e meglio), uno stile di vita alimentare adeguato. Novità anche per quanto riguarda il Papilloma virus, responsabile di patologie benigne e maligne dell’apparato genitale femminile: dall’autunno arriverà in Italia un nuovo vaccino che amplierà lo spettro di copertura arrivando a prevenire nove ceppi differenti del virus.

Il Congresso è stata l’occasione per un confronto sulla gravidanza dopo il cancro e in generale sulla qualità di vita della donna in seguito la terapia. Citando la relazione della Professoressa Chiara Benedetto, che ha riportato i dati della casistica dell’ospedale Sant’Anna della Città della Salute di Torino, il 6,7% delle donne colpite da tumore al seno ha meno di 40 anni. Una percentuale in media con i livelli internazionali che apre a una necessità di lavorare in anticipo, in accordo con la paziente, sul “dopo” così da preservarne la fertilità. Da questo punto di vista il Centro universitario dell’Ospedale Sant’Anna si pone all’avanguardia nell’ambito internazionale, come per esempio per il caso del primo caso in Italia (e uno dei primi a livello mondiale) di gravidanza spontanea in seguito a ritrapianto di tessuto ovarico crioconservato, avvenuta nel 2012. Lo sguardo europeo si è posato anche sul tema dell’immigrazione, poiché l’integrazione tra le differenti popolazioni e culture è anche un tema medico e sarà sempre più rilevante negli anni a venire. Come raggiungere le donne immigrate, spesso la parte più debole della popolazione e talvolta nascosta, le invisible women? Come parlare di prevenzione e trasmettere il messaggio alle future generazioni? L’argomento è di primaria importanza anche per le ricadute nel medio-lungo periodo, e coinvolge l’intera collettività.

EBCOG 2016 è stata l’occasione per proseguire nel grande progetto che rappresenta il principale obiettivo del Board and College europeo: uniformare le disparità di approccio diagnostico e terapeutico in ambito ostetrico e ginecologico cercando di fornire degli standards of care univoci così che tutte le donne che vivono in Europa possano beneficiare di cure più uniformi e di più alto livello possibile in ambito ostetrico-ginecologico. Per questo motivo il Congresso è stato preceduto da due appuntamenti: il primo esame europeo di ostetricia e ginecologia (18 maggio) e lo stage di 34 specializzandi provenienti da tutta Europa presso l’Ospedale Sant’Anna della Città della Salute di Torino (dal 16 al 18 maggio). Inoltre tra gli scopi di EBCOG vi è l’individuazione di sistemi di valutazione obiettiva e univoca delle competenze specialistiche sia teoriche che pratiche raggiunte.

A dispetto di una comunità europea che si pone molte domande sull’unità, EBCOG lavora in una direzione opposta, mirando a creare un curriculum europeo uniforme, nell’ottica del libero spostamento dei cittadini e dei professionisti all’interno dell’Unione Europea con il fine ultimo di garantire la sicurezza e la salute della donna. Il Congresso è stato presieduto dalla prof.ssa Chiara Benedetto, Professore Ordinario di Ostetricia e Ginecologia dell’Università di Torino presso l’Ospedale Sant’Anna della Città della Salute, e dal Dott. Tahir Mahmood, Presidente dell’EBCOG. La segreteria organizzativa è di MAF Servizi. Il prossimo appuntamento del Congresso EBCOG sarà a Parigi nel 2018.