Salvataggio di una speleologa ferita: il VIDEO del Soccorso Alpino diventa virale

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Quasi trentamila visualizzazioni in poche ore e un grande successo sui social network. Il video del Soccorso Alpino sul salvataggio di una speleologa sta diventando virale, visualizzato da tantissime persone – e non solo appassionati di speleologia.

Il video è stato realizzato dal CNSAS, Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico e riproduce dall’inizio alla fine le fasi di un soccorso in grotta. Una ragazza ferita ad una gamba, i suoi compagni che escono per chiamare aiuto, l’arrivo delle squadre, il pronto intervento dei medici, la stesura dei cavi telefonici per comunicare con l’esterno della grotta, il lavoro di squadra, il faticoso recupero della barella su pozzi e meandri, l’installazione delle teleferiche, in un intervento quanto più lungo e laborioso quanto più in profondità è avvenuto l’incidente.

Il video è una ricostruzione, ma ripropone fedelmente le fasi di un soccorso in grotta. Permette di imparare molto, a chi frequenta le cavità italiane – migliaia di speleologi attivi in Italia – sulla prevenzione degli incidenti. Uno dei punti principali è il numero di speleologi che entra nella cavità, che non dovrebbe mai essere inferiore a quattro, in modo tale che due persone possano uscire a chiamare il Soccorso mentre un’altra persona resta con l’infortunato.

Il video mostra anche la grande professionalità di questo corpo di soccorso, l’unico in grado di portare fuori da una grotta persone ferite anche a profondità considerevoli. È infatti un corpo di soccorso formato da persone che hanno un’ampia esperienza di grotte, e che conoscono bene questo ambiente ostile.

I componenti del Soccorso Speleologico sono divisi per squadre a seconda delle regioni d’Italia e sono organizzati in modo tale da intervenire prontamente in caso di incidente, 24 ore al giorno e sette giorni su sette. Sono tutti volontari, che prestano la loro esperienza speleologica e professionale – nel caso dei medici per esempio – al servizio di altri speleologi. Gli unici forse in grado di comprendere la peculiarità di questa passione per le profondità della montagna.