Spettacolare ciclogenesi nel cuore dell’Atlantico, il satellite ASCAT rileva venti di tempesta a nord delle Azzorre

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Mentre l’alta pressione delle Azzorre tende a spingersi con i propri elementi in direzione dell’Europa occidentale e il bacino del Mediterraneo, venendo circondata ad est dall’affondo di una veloce saccatura, colma di aria fredda polare marittima, più ad ovest, nel bel mezzo dell’Atlantico centro-settentrionale, troviamo in azione una spettacolare ciclogenesi extratropicale, caratterizzata da un minimo barico profondo, sceso sotto i 984 hpa. Questa profonda depressione extratropicale sta rimanendo semi-stazionaria in mezzo all’Atlantico, causa la presenza ad est del promontorio anticiclonico delle Azzorre, con massimi di oltre 1025 hpa a largo delle coste del Portogallo, che impedisce la naturale evoluzione verso levante.

Si nota il profondo ciclone extratropicale localizzato nel bel mezzo dell'Atlantico settentrionale
Si nota il profondo ciclone extratropicale localizzato nel bel mezzo dell’Atlantico settentrionale

Ciò sta permettendo alla circolazione ciclonica, alimentata lungo il suo bordo più occidentale dalla discesa di diversi impulsi di aria fredda d’estrazione polare marittima, di approfondirsi ulteriormente rimanendo quasi stazionaria in loco, fino a presentare un minimo di ben 984 hpa. Anzi il margine più orientale di questo ciclone extratropicale sta erodendo, seppur in modo molto parziale, il bordo più occidentale del promontorio anticiclonico delle Azzorre, portando ad un conseguente inspessimento del “gradiente barico orizzontale”.

Ecco l'area depressionaria nella fase di massima intensità
Ecco l’area depressionaria nella fase di massima intensità

Dalle ultime immagini satellitari si nota come durante la fase di approfondimento della struttura ciclonica la “bent back occlusion” venga quasi per intero catturata dallo stesso minimo depressionario, indicandone la notevole intensità. Proprio nell’arco delle ultime 24 ore questo spettacolare ciclone extratropicale, rafforzandosi ulteriormente, fino a presentare un minimo barico al suolo di ben 984 hpa. Un minimo barico profondo che in poche ore ha intensificato notevolmente il “gradiente barico orizzontale” attorno i suoi lati, con una conseguente intensificazione dei venti che hanno raggiunto velocità medie sostenute sui 70-80 km/h, ma con raffiche di picco arrivate a superare la soglia dei 90-100 km/h, raggiungendo l’intensità di tempesta.

In particolare nel tratto di oceano compreso fra i 42°-43° di longitudine ovest e i 40°-41° di latitudine nord, poco a nord delle Azzorre, dove al momento sono relegato le tempeste di vento più violente, con raffiche capaci di oltrepassare la soglia dei 100 km/h. Come del resto confermano pure gli ultimi aggiornamenti del satellite ASCAT. Queste hanno stimato la presenza di venti medi sostenuti oltre la soglia di tempesta, con picchi fino a forza 9-10 sulla scala Beaufort.

I forti venti di tempesta ripresi dal passaggio dell'ASCAT. Credit NOAA
I forti venti di tempesta ripresi dal passaggio dell’ASCAT. Credit NOAA

Soprattutto lungo il bordo più meridionale del sistema depressionario, dove spirano fortissimi venti da O-SO e Ovest. Ma venti piuttosto intensi, dai quadranti orientali sul lato più settentrionale della depressione, e da NO e Nord su quello più occidentale, vengono segnalati nell’area a ridosso della circolazione depressionaria, caratterizzata da un elevato ma circoscritto “gradiente barico orizzontale”. Questi forti venti ciclonici che ruotano attorno a questo profondo ciclone extratropicale stanno sollevando anche un moto ondoso veramente imponente attorno l’area perturbata, generando ondate di “mare vivo” di oltre i 4-5 metri, specie sul lato meridionale di questa, dove sono attivi venti molto forti dai quadranti occidentali. Questo moto ondoso potrebbe arrecare un po’ di fastidio alla navigazione marittima diretta verso l’Atlantico.